25 febbraio 2020
Aggiornato 14:00
Congresso CISL

Camusso: «Contratti? E' tempo di aggiungere altri diritti»

La leader della CGIL: «Troppo spesso la parola diritti è scomparsa in questo Paese. I diritti che ci sono vanno salvaguardati, altri se ne devono aggiungere. Ma non c'è scambio nella riduzione. Confindustria manca all'appello».

La leader della CGIL, Susanna Camusso
La leader della CGIL, Susanna Camusso ANSA

ROMA - Sulla contrattazione e sulle relazioni sindacali «abbiamo fatto molto in questi anni, ma non sfugge a nessuno quanto ancora c'è da fare e, sicuramente, che manca all'appello Confindustria». Lo ha detto la leader della Cgil, Susanna Camusso, intervenendo al congresso della Cisl.
Su questi temi, la numero uno della Cisl, Annamaria Furlan, ha offerto «importanti riflessioni» sulla necessità di «dare certezza alla rappresentanza per dare certezza alla contrattazione. In questo quadro - ha proseguito Camusso - bisogna definire una cornice legislativa che derivi dai nostri accordi e affronti soprattutto il tema della rappresentanza delle imprese. E' essenziale per superare quella frammentazione contrattuale che indebolisce e impoverisce i nostri contratti nazionali di lavoro».

Salvaguardare i diritti che ci sono
Secondo Camusso «ovviamente non possiamo muoverci solo nel rapporto con il Governo» e «l'appuntamento che abbiamo nei prossimi giorni con Confindustria dobbiamo proporci il tema di provare a colmare il vuoto che si è determinato nell'anno che abbiamo alle spalle, per costruire un elemento di nuovo diritto».
La leader della Cgil ha aggiunto che «troppo spesso la parola diritti è scomparsa in questo Paese. I diritti che ci sono vanno salvaguardati, altri se ne devono aggiungere. Ma non c'è scambio nella riduzione. Da troppo tempo stiamo aspettando una risposta da Confindustria sulla formazione, che è il primo diritto essenziale perché il cambiamento non sia visto come esclusione».
Camusso ha inoltre sottolineato che «abbiamo bisogno di provare a fare ordine sul tema del welfare: troppi pasticci nei decreti che sono intervenuti, nei decreti che si sono succeduti tra quelli che sono opera di defiscalizzaione e sorpresa nella manovrina dove per la prima volta c'è la decontribuzione senza riconoscimento della contribuzione figurativa. Dobbiamo avere u obiettivo comune: non si possono usare risorse pubbliche per ridurre il welfare universalitico. Non possiamo accettare che siano piattaforme imprenditoriali che decidono qual è il welfare delle persone e quali sono le risorse che si utilizzano dentro la contrattazione».

Giovani priorità delle nostre politiche
«Tanti citano il futuro dei giovani, intanto sottraggono loro il presente». Lo ha detto la leader della Cgil, Susanna Camusso, intervenendo al congresso della Cisl e sottolineando che questa «è una priorità delle nostre politiche». Camusso ha aggiunto che «bisogna dare una voce forte al lavoro, partendo da quello che manca, soprattutto per i giovani».