16 settembre 2019
Aggiornato 08:30
Povertà

Sanità troppo cara per gli over 65: 1 su 3 rinuncia alle cure

Secondo l'indagine sul rapporto tra sanità e over 65, un anziano su tre rinuncia alle visite diagnostiche e alle cure a causa del costo eccessivo del ticket e delle lunghe attese del sistema sanitario nazionale

Il premier, Paolo Gentiloni.
Il premier, Paolo Gentiloni. ANSA

ROMA - La salute costa troppo cara agli anziani. In media, nell'ultimo anno, gli over 65 hanno speso in sanità 455 euro, una cifra che corrisponde grosso modo all'importo di una mensilità di pensione minima (pari a circa 500 euro). Troppo oneroso anche l'accesso al sistema sanitario nazionale: più di un anziano su tre (il 35%) ammette di aver rinunciato ad una visita diagnostica specialistica, proprio a causa del costo eccessivo del ticket sanitario, mentre l'11% si è potuto avvalere dell'esenzione. E' quanto emerge dalla seconda indagine sul rapporto tra sanità e over 65, condotta da Fipac-Confesercenti, in collaborazione con Swg.

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La sanità è troppo cara per gli over 65
Il 12% degli intervistati ha dichiarato di aver speso tra i mille e i 2mila euro nell'ultimo anno, il 15% addirittura oltre duemila. Cifre incompatibili con il reddito di molti over 65: la pensione media, in Italia, è di 825 euro al mese e nel caso dei trattamenti minimi si abbassa ad appena 500 euro. Come è chiaro dal sondaggio, qualcuno rinuncia, per mancanza di risorse, addirittura alla diagnostica, in particolare a quella preventiva.

Molti rinunciano alle visite e alle cure
Ma si taglia anche sulle cure, soprattutto in caso di problemi non completamente invalidanti come quelli odontoiatrici. A parte i costi, però, gli anziani trovano difficoltà di accesso alla sanità pubblica anche in termini di attesa. Tanto che due persone su tre (il 66%) ha deciso di ricorrere, nonostante i costi superiori, a strutture private per realizzare in tempi brevi le visite o le analisi necessarie, a fronte del 28% che ha potuto evitarlo.

Al pronto soccorso per evitare le attese del Ssn
Mentre il restante 6% ha fatto ricorso ai pronto soccorso per aggirare le lunghissime attese. La riduzione dei tempi d'attesa per la diagnostica e per le visite specialistiche è in cima anche alla classifica degli interventi più richiesti dagli over65, con il 38% delle indicazioni. Seguono l'assegnazione di risorse maggiori al servizio sanitario nazionale (17%) e la riduzione della complessità burocratica (12%), mentre uno su dieci vorrebbe uno sconto del ticket per i redditi più bassi.

Allarme povertà sanitaria per gli anziani
Giudizio positivo, invece, sul medico di famiglia, ritenuto dal 29% il servizio sanitario pubblico più efficiente, seguito dalle prestazioni ospedaliere (20%) ed il pronto soccorso (13%). In coda alla classifica, invece, le voci dell'assistenza post ospedaliera (3%) e domiciliare (2%). «Dai risultati della nostra indagine - spiega il presidente di Fipac, Massimo Vivoli - emerge chiaramente un rischio concreto di povertà sanitaria per molti anziani, soprattutto in caso di malattie gravi o degenze croniche o quando è necessario muoversi in fretta». C'è bisogno di un intervento per una sanità maggiormente a misura d'anziano: innanzitutto con una riduzione del costo del ticket a carico dei redditi più bassi, ma anche potenziando l'assistenza domiciliare, per ora nota dolente della nostra sanità pubblica, ma anche un miglior percorso per garantire, in futuro, la sostenibilità del sistema.