6 dicembre 2019
Aggiornato 05:30
L'industria del futuro

Industria 4.0, alla Scuola Sant'Anna di Pisa è già realtà

La Scuola Superiore Sant'Anna di Pisa presenta idee e strategie per il suo "Competence Center 4.0" e guarda al futuro con tecnologie avanzatissime e nuovi paradigmi del lavoro

Il ministro dello Sviluppo economico, Carlo Calenda.
Il ministro dello Sviluppo economico, Carlo Calenda. ANSA

ROMA - Una nuova concezione di fabbrica con cui le tecnologie digitali possono valorizzare l'imprenditoria italiana. La Scuola Superiore Sant'Anna di Pisa presenta idee e strategie per il suo "Competence Center 4.0", nell'ambito del piano nazionale Industria 4.0, venerdì 31 marzo dalle ore 14.30, presso la Fondazione Piaggio a Pontedera.

Le strategie della Scuola Superiore Sant'Anna di Pisa
Alla presenza del rettore Pierdomenico Perata, dei direttori dei sei Istituti della Scuola Superiore Sant'Anna, tra cui Paolo Dario (direttore dell'Istituto di BioRobotica) e Massimo Bergamasco (direttore dell'Istituto di Tecnologie della comunicazione, informazione e percezione), insieme ai rappresentanti di università e di grandi imprese fornitrici di tecnologia, la Scuola Superiore Sant'Anna renderà noti gli obiettivi e le caratteristiche del piano per vincere la sfida rappresentata da uno dei più grandi e ambiziosi piani di politica industriale degli ultimi decenni.

Il piano nazionale Industria 4.0
Con l'evento di venerdì 31 marzo, a cui partecipa la parlamentare e docente di bioingegneria Maria Chiara Carrozza, la Sant'Anna avvia il confronto con le aziende che si rivolgeranno al "Competence Center 4.0" per sviluppare soluzioni o per contribuire a risolvere criticità legate all'introduzione di tecnologie e strumenti innovativi, nella gestione e nella produzione. Dunque, lavorare per le imprese con le imprese. La Scuola Superiore Sant'Anna - sottolinea una nota - è stata scelta per il piano nazionale Industria 4.0 anche per la sua continua ascesa nelle classifiche, posizionandosi in testa ai ranking italiani, come quello recentissimo di Anvur (Agenzia nazionale di valutazione del sistema universitario e della ricerca) per la categoria degli atenei di piccole dimensioni e internazionali.

Tra le 10 migliori "small universities"
La rivista Times Higher Education l'ha appena inserita tra le dieci migliori "small universities" al mondo, accanto alla Scuola Normale Superiore di Pisa. Già nella "cabina di regia" governativa, con un'architettura pubblica e privata, per la gestione del piano dedicato a Industria 4.0, la Scuola Superiore Sant'Anna fa adesso un altro passo e propone la sua visione guardando verso Industria 5.0, proponendo temi e tecnologie legate a robotica collaborativa, realtà virtuale, sicurezza e ipotizzando nuove normative a livello tecnologico e soprattutto robotico, insieme a un generale ripensamento della fabbrica del futuro per trasformarla in un luogo che va oltre i suoi confini fisici, dove manifattura e ricerca si uniscono.

Connettività dentro e fuori la fabbrica
Un nuovo "rinascimento industriale" è possibile grazie ai presupposti su cui si basa Industria 4.0. In un solo termine: connettività totale, dentro e fuori la fabbrica. Si tratta di una "buona pratica" di cui esistono già esempi degni di nota, come quelli della Piaggio, a Pontedera, il cui museo ospiterà il convegno di venerdì 31 marzo. «Vogliamo cogliere l'opportunità e la sfida di quella che è la prima vera iniziativa di politica industriale in Italia da oltre 30 anni e vogliamo farlo - affermano Pierdomenico Perata, rettore della Sant'Anna e Paolo Dario, coordinatore del gruppo di lavoro sul progetto del 'Competence Center 4.0'- guardando profondamente alle esigenze dell'Italia di oggi ma con uno slancio di visione al futuro, verso la nostra idea di Industria 5.0».

Tecnologie avanzatissime e nuovi paradigmi del lavoro
La Scuola Superiore Sant'Anna possiede gli strumenti per contribuire a 'effetti catapulta' nella nostra economia basati sulle logiche della nuova industria, ha il dovere e la responsabilità per essere parte attiva in quello che potrà essere un processo di cambiamento epocale, in cui gli attori principali saranno le imprese. «Vogliamo - aggiungono - che la nostra manifattura crei prodotti sempre più su misura frutto dell'eccellenza che deriva da tradizione ed esperienza, ma in modo nuovo e profondamente innovativo grazie all'utilizzo massiccio di tecnologie avanzatissime che insegneremo a utilizzare, a nuovi paradigmi del lavoro e della fabbrica, sempre più 'diffusa' e aperta, alla connessione sempre più intelligente tra le macchine e l'uomo, che resta sempre al centro di ogni nostra visione».