20 novembre 2019
Aggiornato 03:00
Unicredit tratta con Amundi

Unicredit vende Pioneer ai francesi e Mustier rassicura: «Il referendum non cambia i nostri piani»

Unicredit tratta in esclusiva con Amundi per Pioneer e il 13 dicembre verrà presentato il nuovo piano industriale dell'istituto di piazza Gae Aulenti. L'amministratore delegato, Jean Pierre Mustier, non teme il risultato del referendum costituzionale

L'Ad di Unicredit, Jean Pierre Mustier.
L'Ad di Unicredit, Jean Pierre Mustier. ANSA

MILANO - Unicredit e Amundi comunicano di aver avviato il negoziato in esclusiva per la possibile vendita delle attività di Pioneer Investment ai francesi. E' quanto si legge in un comunicato diffuso dall'istituto di piazza Gae Aulenti. Secondo quanto riportato dal Financial Times, l'operazione si aggirerebbe sui 3 miliardi di euro.

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Unicredit tratta in esclusiva con Amundi per Pioneer
L'offerta di Amundi batte Ameriprise e Poste. Per questo Unicredit ha scelto i francesi per avviare il negoziato in esclusiva per la vendita delle attività di Pioneer Investment. La notizia è stata diffusa dallo stesso istituto di piazza Gae Aulenti mediante comunicato e conferma alcune indiscrezioni trapelate nei giorni scorsi. Secondo il Financial Times, l'operazione si aggirerebbe sui 3 miliardi di euro. Mentre secondo Reuters raggiungerebbe i 3,5 miliardi di euro. Amundi ha battuto così le offerte presentare da Ameriprise, la compagnia finanziaria statunitense, e dalla cordata Poste-Cdp-Anima. Domani, 6 dicembre, Unicredit riunirà il suo Cda per l'esame preliminare del nuovo piano industriale ed è probabile che in tale circostanza verrà affrontato anche il nodo Pioneer.

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Il 13 dicembre arriva il nuovo piano industriale
Ricordiamo che l'istituto di piazza Gae Aulenti è l'unica banca sistemica d'Italia e deve smaltire circa 51 miliardi di sofferenze. Inoltre avrebbe bisogno di un consistente aumento di capitale pari ad almeno 8 miliardi di euro. Per questo, Unicredit ha iniziato a cedere una parte dei suoi gioielli di famiglia, come è successo con la controllata Pekao. E come potrebbe accadere presto con Pioneer. Il nuovo piano industriale verrà presentato al mercato il 13 dicembre (la data è stata appositamente posticipata per conoscere il verdetto del referendum costituzionale, che come una spada di Damocle oscillava sul destino dell'istituto di piazza Gae Aulenti e non solo).

Mustier: Il referendum non cambia i nostri piani
Secondo l'amministratore delegato, Jean Pierre Mustier, l'esito del referendum costituzionale non avrà conseguenze sul futuro prossimo della banca. «Non cambia affatto i nostri piani», ha sottolineato Mustier, intervistato da Bloomberg Tv, all'indomani della vittoria del No e dopo l'annuncio delle dimissioni del premier italiano, Matteo Renzi. «Siamo una forte banca paneuropea commerciale, gli eventi di questa notte non cambiano la nostra strategia che è basata su prospettive di medio e lungo termine», ha ribadito il Ceo di Unicredit. «L'Italia è un ottimo Paese, dobbiamo essere fiduciosi e guardare alle prospettive di medio e lungo termine», ha aggiunto Mustier. Infine, alla domanda su un eventuale merger con un player competitor, l'ad di Unicredit ha risposto: «siamo molto focalizzati sullo sviluppo organico». Ma alcuni guardano a una possibile fusione con Soc Gen.