16 ottobre 2019
Aggiornato 16:00
Crisi Mps

Mps, restano deboli i bond subordinati oggetto dell'offerta di conversione

Giornata difficile per il settore del credito e in particolare per Monte dei Paschi. L'attività di trading sui subordinati resta debole, mentre sono più attivi i piccoli risparmiatori sulla piattaforma DDT. L'ue non esclude il ricorso al bail in

ROMA - Giornata difficile per il settore del credito in Borsa a Milano. E in particolare per Monte dei Paschi di Siena, il cui titolo ha chiuso in calo del 4,6% a 0,225 euro nel giorno del Cda. Restano deboli i bond subordinati oggetto dell'offerta di conversione, ancora da definire nel dettaglio, in azioni Mps. Al momento l'offerta di Mps riguarda bond perpetui e subordinati per un valore nominale di 4,3 miliardi, ancora in discussione l'eventuale conversione del prestito Fresh da 1 miliardo.

Leggi anche "Mps e la grande fuga dal bond subordinato 2008: i risparmiatori scappano"

L'attività di trading sui subordinati resta debole
Dei 4,3 miliardi di titoli oggetto dell'offerta oltre la metà sono posseduti da piccoli investitori, solo 37mila sono i portatori del bond subordinato 2008-2018, taglio minimo 1000 euro. A questi probabilmente vanno aggiunti alcuni portatori degli altri subordinati quotati in Borsa, qui il taglio minimo è da 50mila. L'attività di trading sui subordinati quotati in Borsa resta piuttosto debole, alcune emissioni spesso non registrano alcun contratto da diversi giorni, segno di maggiore illiquidità. Altri bond registrano tra 3 e 6 contratti.

Leggi anche "Mps: raffica di vendite per il bond subordinato 2018. L'Ue non esclude il bail in"

L'offerta di Mps per la conversione dei bond
Oggi, l'emissione più trattata, 6 contratti è Mps 2020, 500 milioni valore nominale complessivo, cedola 5,6%, scadenza 2020, viaggia con un prezzo di 63,10, in calo di oltre il 4% rispetto a venerdì scorso. Più vivacità sulla piattaforma DDT di Mps Capital Services dove viene trattata l'emissione 2008-2018. Qui Mps, per assicurare la liquidità del titolo, espone i prezzi di mercato mentre non dovrebbe essere più in grado di agire come market maker e dunque di poter riacquistare le obbligazioni vendute dai risparmiatori. La Banca, infatti, sull'emissione pari 2,16 mld ha proposto la conversione solo per 2,060 mld.

Leggi anche "Perché Mps si gioca tutto con la conversione di 11 bond in azioni alla pari"

Un prodotto pensato per piccoli risparmiatori
Il taglio del 5% sull'intera ammontare in circolazione potrebbe essere il limite massimo riacquistabile da Mps allo Spread di emissione (250 punti) oppure lo stock già riacquistato al momento della comunicazione dell'offerta (14 novembre). Ai tempi del lancio di questo bond specificatamente pensato e autorizzato per i piccoli risparmiatori, eravamo nel 2008, il limite massimo riacquistabile da Mps, a un prezzo pari allo spread d'emissione (250 punti base) era fissato nel 10% del totale, pari a 200milioni di euro nominali. L'applicazione dello spread d'emissione serviva a sterilizzare l'eventuale deterioramento del rischio di credito in capo all'emittente. Su questo titolo l'attività di compravendita, molto più sostenuta della media, resta dominata dai venditori, il titolo è in calo del 4% è scambiato a 59,5 euro.