29 marzo 2020
Aggiornato 13:30
La denuncia della Cgia

Fisco, novembre è il mese delle tasse: verseremo 55 miliardi

Il gettito tributario supera i 490 miliardi l'anno, ma è novembre il mese delle tasse: tra Iva, Irpef, Irap e Ires pagheremo oltre 55 miliardi di euro. Secondo il coordinatore Ufficio studi della Cgia «troppi adempimenti ostacolano chi fa impresa»

ROMA - Novembre è il mese delle tasse: tra Iva, acconti Irpef, Irap, Ires, addizionali Irpef e ritenute di imposta l'erario incasserà 55,3 miliardi di euro. E' quanto riferisce l'ufficio studi della Cgia, l'associazione degli artigiani e delle piccole aziende, che stima lo sforzo fiscale che le imprese, i lavoratori dipendenti e i possessori di altri redditi saranno chiamati a sostenere entro la fine di questo mese (LEGGI ANCHE "Fisco, e se vi dicessimo che 1 euro su 5 non dovevate pagarlo?").

Più di 490 miliardi di euro l'anno
In Italia il gettito tributario (imposte, tasse e tributi) supera i 490 miliardi di euro l'anno. Questa cifra così importante affluisce nelle casse dell'erario rispettando una serie di scadenze fiscali che si concentrano prevalentemente tra novembre e dicembre e i mesi di giugno e luglio. L'imposta più impegnativa da onorare entro questo mese sarà l'acconto Ires in capo alle società di capitali, che pagheranno 14,6 miliardi di euro.

L'Iva ammonterà a 12,8 miliardi di euro
L'Iva versata dai lavoratori autonomi e dalle imprese ammonterà a 12,8 miliardi di euro. I collaboratori e i lavoratori dipendenti, attraverso i rispettivi datori di lavoro, daranno al fisco le ritenute per un importo di 11,5 miliardi di euro. L'acconto Irap, invece, costerà alle aziende ben 6 miliardi di euro, mentre le ritenute Irpef dei lavoratori autonomi e l'addizionale regionale Irpef peseranno in entrambi i casi un miliardo di euro.

Cgia: Troppi adempimenti ostacolano il lavoro di chi fa impresa
«Oltre all'eccessivo peso fiscale sul mondo delle imprese - segnala il coordinatore dell'ufficio studi della Cgia, Paolo Zabeo - insiste un eccessivo numero di adempimenti burocratici che ostacolano il lavoro di chi fa impresa». Non è la prima volta, d'altronde, che la Cgia solleva la questione della forte pressione fiscale italiana. Secondo i dati pubblicati dalla presidenza del consiglio, la burocrazia costa al sistema delle Pmi italiane quasi 31 miliardi di euro all'anno. «Sia chiaro, parte di quest'ultima è ineliminabile. Tuttavia, è necessario intervenire per rendere più semplice il rapporto tra la pubblica amministrazione e le attività economiche», conclude Zabeo.

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