14 novembre 2019
Aggiornato 16:30
Al Meeting di Rimini 2016

Descalzi: «L'Italia è un ponte che ricuce Mediterraneo, Africa e Nord Europa»

In un mondo fatto «di divisioni» è «essenziale» trovare «l’unità». Questo è valido fuori e dentro l’Italia. Ne è convinto l’amministratore delegato dell’ENI che a margine di un incontro al Meeting di Comunione e liberazione ha commentato così l’intervento di ieri del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella.

RIMINI - Dal governo e dal parlamento italiani c'è stata «un'azione di grande sensibilità» verso l'Africa. Proprio perchè il nostro paese è un «ponte che ricuce Mediterraneo e Africa e il Nord Europa. Ricuce dal punto di vista dell'energia, dello sviluppo, degli investimenti». Lo ha detto l'amministratore delegato di ENI, Claudio Descalzi, a margine del Meeting di Rimini.
«L'Italia - ha spiegato Descalzi - si è dimostrata estremamente sensibile, dal governo e dal parlamento c'è stata un'azione di grande sensibilità sia a livello di cooperazione sia di sviluppo sia di presenza. Sono stati visitati moltissimi paesi africani, dal presidente del Consiglio e dal ministro Calenda».
L'Italia, infatti «è geograficamente e culturalmente un ponte ideale che ricuce Mediterraneo e Africa e il Nord Europa. Ricuce dal punto di vista dell'energia, dello sviluppo, degli investimenti, del mercato e quindi il fatto positivo che stiamo vivendo e che dovremmo vivere sempre più in futuro».

Combattere le divisioni in Italia e nel mondo
In un mondo fatto «di divisioni» è «essenziale» trovare «l'unità». Questo è valido fuori e dentro l'Italia. «L'unità è un fatto essenziale - ha spiegato Descalzi - condivido assolutamente quello che è stato detto ieri. Combattere le divisioni è vero per l'Italia ma è vero per il mondo». Tra l'altro «i fatti geopolitici ci stanno insegnando che siamo sempre più in un mondo di divisioni, un mondo urlato. Chiaramente in un mondo difficile per andare avanti ci vuole unità. Noi lo sperimentiamo fuori dall'Italia, in cui l'unità è essenziale».

Libia vuole essere unita, serve sforzo internazionale
Tra instabilità politica e rischio di attacchi terroristici, nonostante l'arretramento dell'Isis da Sirte, «la preoccupazione più grande è per quello che avviene o non avviene fuori dalla Libia», visto il mancato coordinamento tra le forze internazionali occidentali. «Il popolo libico vuole essere unito» e per questo «dobbiamo essere sicuri che tutti gli Stati internazionali stiano facendo del loro meglio».
«La preoccupazione - ha spiegato Descalzi - è forse più per le cose che succedono o che non succedono al di fuori della Libia, più che per quello che succede dentro la Libia. Il popolo libico vuole essere unito, sta combattendo per essere di nuovo un popolo unito in un paese unito. Dobbiamo essere sicuri che tutti gli Stati internazionali stiano facendo del loro meglio per mantenere una Libia unita e questa è la sfida futura».

Regeni? ENI fa la propria parte di lavoro sul posto
Per risolvere le situazioni di crisi con paesi stranieri «bisogna essere sul posto e aprire un dialogo». Dopo la morte di Giulio Regeni, lo studente italiano ucciso in Egitto, anche l'Eni sta facendo la propria parte, ma «è un discorso ampio» e «bisogna ancora lavorarci».
«Noi stiamo sviluppando Zohr in Egitto - ha spiegato Descalzi - e ci siamo espressi subito con Amnesty International sul caso Regeni». Del resto «quando ci sono delle crisi e dei problemi bisogna essere sul posto per poterli risolvere e per poter aprire un dialogo. Questo secondo me è quello che deve essere fatto costantemente, richiamando le atrocità che sono successe al povero Regeni».
Ma «è chiaro che bisogna lavorarci - ha aggiunto l'ad - e non sta solo a noi farlo. È un discorso molto più ampio, però ognuno deve fare la propria parte e noi cerchiamo con la nostra presenza di giocare la nostra parte».

Preoccupa il referendum, ma guardiamo al futuro fiduciosi
La «preoccupazione» sugli effetti che si potranno avere dopo il referendum costituzionale «c'è e si sente», ma «dobbiamo essere meno distratti e pensare al futuro in modo più positivo».
«La preoccupazione c'è, si sente - ha spiegato Descalzi - dobbiamo essere meno distratti da quello che succederà ed essere molto più concentrati su quello che si sta facendo in questo momento. Di cose ne succedono sempre, di appuntamenti futuri ce ne sono sempre, dobbiamo essere tutti focalizzati su quello che si fa, sul lavoro di ogni giorno, sulla capacità di fare e di investire ogni giorno».
Quindi, ha aggiunto il numero uno dell'Eni, «pensiamo al futuro in modo positivo, cerchiamo di vivere meno di preoccupazioni e più di fatti concreti».

Contenti per riapertura Centro Olio Val d'Agri
Per il riavvio delle attività del Centro Olio Val d'Agri di Viggiano, in Basilicata, «siamo giustamente contenti». Lo ha detto l'amministratore delegato di Eni, Claudio Descalzi, commentando a margine del Meeting di Cl la ripresa della produzione. Con la magistratura, che aveva chiuso l'impianto per presunti reati ambientali, c'è stata «cooperazione» e ora c'è fiducia, «consci di aver fatto le cose nel modo corretto».
«Abbiamo riaperto - ha spiegato Descalzi - siamo giustamente contenti di questo perchè c'erano a rischio più di 3.500 posti di lavoro tra diretto e indiretto. Questo pericolo sembra assolutamente sventato. Ha riaperto, stiamo aumentando gradualmente la produzione».
«Abbiamo avuto - ha aggiunto l'ad - un periodo di cooperazione importante con gli esperti della magistratura, adesso siamo in produzione. Noi siamo sempre fiduciosi, consci di aver fatto le cose nel modo corretto. Comunque vedremo che cosa uscirà dall'analisi dei magistrati».