16 dicembre 2019
Aggiornato 13:30
un altro brutto colpo per l'ue

Ue, Calenda sul Ceta: «L'Europa non sarà più un partner negoziale credibile»

Secondo il ministro dello Sviluppo economico, l'accordo è "il migliore mai siglato" e l'Italia era pronta. Ora, invece, l'Europa è "a rischio" e non c'è tempo per temporeggiare o si andrà incontro a un rapido declino

ROMA - E' stallo sul trattato commerciale tra Ue e Canada. La palla passa ai singoli Parlamenti nazionali dopo la decisione della Commissione europea di abdicare la scelta della ratifica dell'accordo ai singoli Stati membri. Un'altra pagina buia della storia d'Europa e una sconfitta vera e propria sia per Confindustria che per il titolare del Mise.

Un altro brutto colpo per l'UE
Il ministro dello Sviluppo economico, Carlo Calenda, ha commentato così, in una nota, la decisione della Commissione Europea di far ratificare ai singoli Stati membri l'accordo commerciale con il Canada: «La decisione, senza precedenti, della Commissione Europea di portare in approvazione l'accordo con il Canada come accordo misto e pertanto sottoporlo alla ratifica di circa 38 assemblee parlamentari degli Stati Membri rappresenta un ulteriore danno alla costruzione europea e un decisivo passo verso lo stallo della politica commerciale dell'Unione».

Calenda: L'Italia era pronta
Calenda ha precisato che «l'Italia si era detta pronta» ad appoggiare un processo di approvazione europeo che avrebbe dovuto prevedere il voto favorevole del Consiglio e del Parlamento Europeo. «Un processo pienamente democratico, previsto dai trattati». Le assemblee parlamentari nazionali sarebbero state, anche in questo caso, «pienamente legittimate a dibattere i contenuti del CETA prima della decisione del Consiglio e a dare indicazioni ai Governi circa la posizione da tenere in quella sede».

L'accordo con il Canada era il migliore mai siglato
Secondo Calenda «l'accordo con il Canada è il migliore mai siglato dall'Unione Europea» e contiene tra l'altro il riconoscimento delle più importanti DOP e IGP italiane e un ampio accesso al mercato degli appalti pubblici e dei servizi. Entrambi gli obiettivi non sono ancora stati raggiunti nel negoziato con gli USA. Ora il processo di ratifica dell'accordo potrà prendere anni e basterà il voto negativo di una assemblea parlamentare nazionale per farlo cadere.

L'Europa non sarà più credibile
Per il ministro «c'è da domandarsi come l'Europa potrà ancora essere considerata un partner negoziale credibile». Ed è davvero un segnale preoccupante che la Commissione ceda alle pressioni degli stati membri rinunciando alle proprie prerogative e affermando, nello stesso momento, che «la natura giuridica dell'accordo è 'EU only' ma che non ha la forza di presentarlo come tale agli stati membri».

Più flessibilità agli Stati o ci aspetta il declino
Inoltre, in un'intervista al Messaggero, il ministro dello Sviluppo economico ha ribadito che «l'Europa è a rischio se da subito non si concede più flessibilità agli stati». Calenda ha spiegato che nell'Unione Europea c'è bisogno di un grande piano di investimenti perché la velocità del cambiamento tecnologico spaventa i cittadini e questo è il modo per chiudere la frattura sociale che si sta creando. La proposta del ministro è chiara: «Io dico che per tre anni gli investimenti pubblici incrementali e tutti gli incentivi agli investimenti privati non vanno considerati ai fini del Patto di stabilità». E ha concluso: «Questo è il momento per deciderlo: la Brexit ci ha mostrato che il re è nudo e che c'è il rischio di un effetto domino. Non abbiamo tempo di aspettare o si andrà incontro a un declino nemmeno tanto lento».