14 novembre 2019
Aggiornato 19:00
2 mld di sofferenze in vendita

Banche, cosa prevede il nuovo piano industriale di Carige

Il nuovo piano industriale di Carige è arrivato entro i tempi stabiliti, ma la replica dell'ad alla BCE non si è fatta attendere. Un aiuto per la vendita delle sofferenze potrebbe arrivare da Atlante 2 e non è previsto nessun aumento di capitale

ROMA - Il diktat della Bce aveva imposto a Carige di consegnare entro il 30 giugno il nuovo piano industriale per il rilancio della banca e il via libera al documento è arrivato a poche ore dalla scadenza. Ecco cosa prevede il piano strategico 2016/20.

Il nuovo piano industriale di Carige
Il nuovo piano industriale della banca italiana con quartier generale a Genova è pronto, ma l'ad di Carige non ha dimenticato di inviare qualche frecciatina in direzione di Bruxelles. Guido Bastianini ha spiegato che la BCE, «ci ha chiesto un nuovo piano strategico con un tempo irragionevolmente breve, per farlo in poche settimane», con il rischio «di non fare le cose con una completa consapevolezza».

La replica di Bastianini alla BCE
«Credo però - ha aggiunto il numero uno della banca genovese - che il lavoro sia stato fatto bene».E poi ha sottolineato con una punta di ironia: «Hanno capito le intenzioni del board di Carige, ma qualche differenza c'è stata: non è che si può gestire un'azienda con un foglio excel da Francoforte».Nel documento in questione, Carige si impegna a vendere circa 1,8miliardi di Npl (non performing loan, cioè i crediti scaduti) tra il 2016 e il 2017.

Un aiuto da Atlante 2
Il peso delle sofferenze sul bilancio della banca, infatti, è ben oltre la media. E il fondo Atlante potrebbe essere una «controparte utile» nel processo di vendita dei crediti deteriorati predisposto dalla banca. Secondo Bastianini, «se Atlante 2 sarà operativo entro fine anno sicuramente sarà una controparte utile e importante». Ma oggi restano molte incertezze su questo punto.

Nessun aumento di capitale all'orizzonte
«Indipendentemente da Atlante - ha spiegato l'amministratore delegato alla conferenza di organizzazione della Fabi - noi vorremmo far uscire dal bilancio le sofferenze. Spero che Atlante possa intervenire nel processo di cessione», che sarà un «processo competitivo». Con il nuovo business plan, ha concluso Bastianini alla conferenza di organizzazione della Fabi, «abbiamo anche deciso di raddoppiare la struttura interna che gestisce i crediti problematici, con 70-80 persone in più». Invece «non è previsto un aumento di capitale». Si parlerà «eventualmente in futuro di questa ipotesi, se sarà necessario».