24 ottobre 2020
Aggiornato 20:01
Risarcimenti

Intesa Sanpaolo condannata in appello, Altroconsumo: «Commissioni illegali, abbiamo vinto la class action»

La banca aveva addebitato illegalmente ai correntisti in rosso la commissione di scoperto conto tra il 2009 e il 2012. La class action di Altroconsumo li ha aiutati a recuperare il denaro. Ecco cosa dovete fare se vi trovate nella stessa situazione.

ROMA - Finalmente una buona notizia per i risparmiatori italiani. Nel periodo compreso tra il 2009 e il 2012 alcuni correntisti di Intesa SanPaolo si sono visti addebitare sino a 1200 euro di commissioni illegali applicate al conto corrente in rosso: ora la Corte d'Appello di Torino ha confermato le ragioni della class action di Altroconsumo e le somme dovranno essere restituite.

La commissione di scoperto conto
A dare la bella notizia è la stessa associazione Altroconsumo in un comunicato, allegando la sentenza della Corte di Appello di Torino, prima sezione civile, pubblicata lo scorso 30 giugno. Altroconsumo riassume i fatti che hanno portato la stessa associazione alla vittoria della class action: nonostante le commissioni di massimo scoperto fossero state abolite per legge nel 2009, i correntisti di Intesa Sanpaolo andati in rosso sul conto corrente, anche solo per qualche giorno o qualche settimana, hanno dovuto pagare, oltre agli interessi passivi, anche una commissione chiamata «CSC commissione di scoperto di conto».

La class action di Altroconsumo
Si tratta di una commissione illecita perché introdotta dalla banca in sostituzione delle commissioni di massimo scoperto abolite. A gennaio 2013 Altroconsumo ha promosso un'azione collettiva risarcitoria contro Intesa Sanpaolo, chiedendo che i soldi venissero restituiti ai correntisti. La portata della class action - sottolinea ancora Altroconsumo - è forte e simbolica per tutti, ma le conseguenze dirette concrete saranno valide solo per alcuni.

Un cavillo burocratico «ad hoc»
La nota di Altroconsumo segnala che «sono infatti 104 i correntisti che pur avendo aderito all'azione collettiva sono stati esclusi» dal risarcimento a causa del mancato rispetto di un cavillo burocratico esclusivamente legato alle formalità del loro atto di adesione, «formalità peraltro richieste dal Giudice solo in questa occasione e non espressamente indicate dalla legge».

Cosa fare se vi trovate nella stessa situazione
Dal momento che il giudice ha ritenuto la clausola Commissione per scoperto di conto nulla, decisione confermata ora anche in Appello, Altroconsumo consiglia nella nota di rivolgersi alla banca facendo richiesta di rimborso della commissione pagata. Inviare un reclamo scritto; se non arriva risposta entro 30 giorni o se questa non fosse soddisfacente, fare ricorso all'Arbitro bancario e finanziario.