16 ottobre 2019
Aggiornato 16:00
il monito di confindustria

Brexit, Boccia: «La partita dell'Ue si gioca sulla crescita economica»

Il presidente di Confindustria ha analizzato gli effetti di breve e medio termine della brexit e ha concluso che il vero problema non sono le conseguenze sui fondamentali economici, ma la capacità politica dell'Ue di reagire al trauma

ROMA - «È il trauma che ci fa fare il grande salto, a partire dalla politica italiana». Così il presidente di Confindustria, Vincenzo Boccia, ha commentato l'uscita del Regno Unito dall'Unione Europea nel corso della trasmissione Mix24 su Radio 24.

Gli effetti di breve e medio termine
«Sul medio termine - ha detto Boccia - ci rimetterà la Gran Bretagna. Sul breve è chiaro che effetti speculativi e di ansia sui mercati di borsa determineranno delle ripercussioni che, però, non sono collegate ai fondamentali né d'Europa né d'Italia». Il presidente di Confindustria ha ricordato che l'Europa è il più grande e il più ricco mercato al mondo ed ha un debito aggregato inferiore a quello degli Stati Uniti d'America.

Il vero problema della brexit
«Il problema non è rappresentato dalle conseguenze sui fondamentali economici - ha spiegato Boccia - ma è la capacità di reazione politica dell'Europa rispetto a queste scelte». L'auspicio del presidente di Confindustria è che «il trauma Brexit venga trasformato in una grande opportunità di reazione dell'Europa, a partire anche dal ruolo che può giocare il nostro Paese, che è sicuramente più determinante in questa fase storica».

La partita dell'Ue si gioca sulla crescita
«La mancata integrazione politica dell'Europa ci fa subire shock negativi e non ci fa dare shock positivi", ha sottolineato Boccia. L'Europa storicamente è andata avanti per traumi. Sul rischio effettivo che ci possa essere una sorta di esplosione della Gran Bretagna, ha spiegato: «No, non penso che si arrivi a questo, ma è evidente che la Gran Bretagna sarà una Gran Bretagna diversa senza l'Europa». E ha concluso tornando sulla necessità di creare al più presto un'altra Ue: «La partita si gioca sulla crescita dell'Europa e dobbiamo costruire l'idea di un'Europa diversa».