29 gennaio 2020
Aggiornato 09:30
traballa la poltrona di vegas

Banche e risparmiatori truffati: la Consob alla resa dei conti

E' scontro aperto tra la Consob e il governo. Le accuse di Report e l'affondo di Zanetti fanno traballare la poltrona di Giuseppe Vegas. Né la prudenza di Morando né l'autodifesa granitica della Consob evitanno la riunione di una commissione straordinaria

ROMA - E' scontro aperto tra il governo e la Consob sulla vicenda delle quattro banche salvate. Il ministro dello sviluppo economico, Carlo Calenda, ha attaccato direttamente Giuseppe Vegas, sottolineando gli «errori gravi» dell'authority nella vigilanza sulle obbligazioni di Banca Marche, Banca Etruria, CariFerrara e CariChieti. Un affondo sostenuto anche dal viceministro dell'economia, Enrico Zanetti, che ha contributo ad aumentare la pressione sui vertici della Consob.

Scontro aperto tra la Consob e il governo
Il presidente Giuseppe Vegas ha risposto seccamente rivendicando l'infondatezza delle accuse e l'indipendenza dell'istituto. Una posizione di trincea, per cercare di resistere alle critiche e alle richieste di dimissioni che negli ultimi mesi hanno bersagliato l'autorità di piazza Verdi. «Non commento le decisioni di organi indipendenti, ma molti errori sono stati fatti», aveva detto Calenda in diretta radiofonica parlando del ruolo dell'authority in merito all'omissione degli scenari probabilistici dai prospetti informativi sui bond.

Le accuse di Report
Proprio le obbligazioni subordinate delle quattro banche sono andate in fumo con il salvataggio di fine novembre, penalizzando circa 10mila risparmiatori e fagocitando i risparmi di 135mila famiglie. Un caso denunciato dalla trasmissione Report, con la conduttrice Milena Gabanelli che ha chiesto il passo indietro di Vegas. «Ha ragione», aveva sottolineato ieri Calenda. E a rincarare la dose è arrivato, subito dopo Calenda, anche il segretario politico di Scelta Civica.

L'affondo di Zanetti e la prudenza di Morando
«Adesso - secondo Zanetti - siamo in due, nel governo, a dire in modo esplicito che ci sono stati errori e goffe autoassoluzioni». Il punto è capire «se basta o dobbiamo diventare tre, quattro o cinque. Non credo sarà un problema, ma sarebbe opportuno risparmiarlo all'istituzione»: è l'affondo di Enrico Zanetti. In Via Venti Settembre, invece, la posizione del viceministro Enrico Morando resta prudente: «Mi attengo a quanto detto dal ministro Padoan. E ha detto che in questi due anni di duro lavoro abbiamo potuto contare sulla leale collaborazione dei colleghi degli istituti di vigilanza».

La difesa granitica di Vegas
La reazione di Vegas non si è fatta attendere. «Prendo atto - ha affermato - delle pressioni politiche esercitate nei miei confronti da alcuni esponenti di governo. Ritengo di aver dimostrato l'infondatezza delle accuse rivoltemi». Ed ha aggiunto: «Presiedo un'autorità di vigilanza che il parlamento ha voluto indipendente fin dalla sua legge istitutiva del 1974. Il legislatore oggi ha fatto una scelta opposta rispetto a quella dello spoils system».

Una Commissione straordinaria si riunirà in settimana
Una difesa granitica della Consob e del suo operato per tentare di respingere gli attacchi che arrivano da più fronti. E che questa volta giungono direttamente dall'Esecutivo. Qualunque sia il destino di Giuseppe Vegas, lascerà un'istituzione con profonde necessità di cambiamento. Intanto, una Commissione convocata ad hoc per affrontare la spinosa questione dell'omissione degli scenari probabilistici dai prospetti informativi destinati agli investitori dovrebbe svolgersi già questa settimana.