25 settembre 2020
Aggiornato 18:00
il tempo sta scadendo

Made in Italy, dal 1 aprile l'Italia richia una grave "crisi del latte"

Oggi il governatore della Lombardia, Roberto Maroni, e l'assessore all'Agricoltura, Gianni Fava, hanno ripercorso tutte le tappe di una crisi causata da un aumento produttivo conseguente alla fine delle quote latte

MILANO - «Nei limiti delle disponibilità del bilancio regionale e in accordo con tutte le parti coinvolte nella filiera, mi riservo di proporre in una prossima seduta di Giunta eventuali ulteriori misure che si ritenessero necessarie al fine di evitare situazioni drammatiche che potrebbero portare a conseguenze non preventivabili tanto sul mercato quanto per le imprese lombarde».Si conclude così l'informativa di giunta illustrata a Palazzo Lombardia al governatore Roberto Maroni, dall'assessore all'Agricoltura, Gianni Fava, che ha ripercorso tutte le tappe di una crisi causata da un aumento produttivo conseguente alla fine delle quote latte, con la materia prima che non ha saputo trovare adeguata collocazione sul mercato. Ad aggravare la situazione anche l'embargo russo e la chiusura di un canale commerciale in grado di assorbire volumi ingenti in chiave comunitaria.

Fava: Il tempo sta scadendo
«Nel tentativo di arginare la caduta del prezzo e di regolamentare lo stesso, a fine 2015 - ha ricordato Fava - il ministero delle Politiche agricole ha concluso un accordo della durata trimestrale con i produttori e il mondo della trasformazione, che garantiva un prezzo di 36 centesimi al litro all'acquisto, cui il ministero aggiungeva 1 centesimo al litro di risorsa pubblica. Come era facile prevedere, tale soluzione per certi aspetti ha incrementato la corsa all'aumento delle produzioni».

La gestione del problema deve essere territoriale
Dal primo aprile, esauriti gli effetti dell'accordo ministeriale, la contrattazione torna "libera" riproponendo le criticità dello scorso anno. «La gestione del problema deve essere territoriale e non centralizzata a Roma - ha ribadito Fava - anche perchè finora non mi pare che il ministro Martina abbia mosso un dito per risolvere una situazione molto grave sia sul fronte del prezzo al litro che dei possibili mancati ritiri di materia prima. L'Assessorato all'Agricoltura della Lombardia, che produce il 42 per cento del latte nazionale - ha specificato Fava - si è fatto carico in modo concreto di un problema che, tra prezzi non remunerativi e mancati ritiri, rischia di far entrare il settore lattiero caseario in una crisi senza ritorno, aspetti trascurati non solo a Roma, ma anche da qualche nocivo politico locale».

"Agiremo per la tenuta della filiera lattiero casearia"
Questo pomeriggio a Mantova Fava incontrerà la filiera lattiero casearia, all'indomani dell'incontro con un gruppo di produttori provenienti da Lombardia, Piemonte e Liguria. L'azione di Regione Lombardia non potrà essere diretta, ma di mediazione tra le parti economiche che partecipano al tavolo. «Regione Lombardia agirà direttamente nelle scelte di programmazione delle politiche regionali e comunitarie - ha concluso Fava - perchè i fondi della Programmazione di sviluppo rurale 2014-2020 saranno orientati a quei soggetti del mondo della trasformazione che garantiranno la crescita e la tenuta della filiera lattiero casearia lombarda e nazionale»