28 settembre 2020
Aggiornato 01:00
il rapporto della banca centrale europea

Bce, la ripresa procede a ritmo "moderato". Ma l'Italia rischia di sforare i conti l'Ue

Secondo la Bce l''Italia rischia di incappare in un "significativo scostamento dai requisiti" europei sui conti pubblici "anche qualora si decidesse in primavera di accordare maggiore flessibilità al paese"

ROMA - La Bce, citando nel suo bollettino economico le previsioni della Commissione europea, si esprime sull'andamento economico dell'Eurozona. E manda un monito all'Italia e agli altri 7 paesi che rischiano di non rispettare i requisiti di bilancio né per il 2015 né per il 2016.

La ripresa procederà a ritmo moderato
La ripresa economica nell'area euro sta proseguendo, «anche se a ritmi inferiori a quelli attesi» e in prospettiva «la ripresa dovrebbe procedere a un ritmo moderato». Lo afferma la Bce nel suo bollettino economico. «La domanda interna dovrebbe essere ulteriormente sorretta dalle misure di politica monetaria e dal loro impatto favorevole sulle condizioni finanziarie, nonché dal costante incremento dell'occupazione derivante dalle riforme strutturali attuate in precedenza».

Le variabili che frenano la crescita economica
«Inoltre - aggiunge la Bce - i bassi prezzi del petrolio dovrebbero fornire un sostegno ulteriore al reddito disponibile reale delle famiglie e ai consumi privati, oltre che alla redditività delle imprese e agli investimenti. In aggiunta, l'orientamento fiscale nell'area dell'euro è lievemente espansivo e questo riflette in parte le misure a sostegno dei profughi. La ripresa economica nell'area continua tuttavia a essere frenata dalle prospettive di crescita contenuta nei paesi emergenti, dalla volatilità nei mercati finanziari, dai necessari aggiustamenti dei bilanci in diversi settori e dalla lenta attuazione delle riforme strutturali».

La Bce chiede ulteriori sforzi ai paesi con elevato indebitamento
La Banca centrale europea chiede quindi «ulteriori sforzi di risanamento» ai Paesi dell'area euro «per condurre stabilmente il rapporto debito pubblico-Pil su un percorso discendente». Un richiamo rivolto innanzitutto ai Paesi con alti livelli di indebitamento: «sono particolarmente vulnerabili a un rialzo dell'instabilità nei mercati finanziari, per il nesso ancora forte tra conti pubblici e settore finanziario. Inoltre  la loro capacità di adattamento a possibili shock avversi è piuttosto limitata».

Ecco gli 8 paesi a rischio
Nel recente Fiscal Sustainability Report 2015 (il rapporto sulla sostenibilità delle finanze pubbliche del 2015) «la Commissione europea ha rilevato che otto paesi dell'area euro", ovvero Belgio, Irlanda, Spagna, Francia, Italia, Portogallo, Slovenia e Finlandia «sono esposti a rischi elevati per la sostenibilità del bilancio pubblico nel medio periodo, dovuti soprattutto agli alti livelli del debito e/o a cospicue passività implicite».

L'Italia rischia di non rispettare i requisiti di bilancio
Secondo la Bce l«Italia rischia di incappare in un «significativo scostamento dai requisiti" europei sui conti pubblici «anche qualora si decidesse in primavera di accordarle maggiore flessibilità al paese». E la regola sul debito verrebbe sforata sul 2015 e 2016.«Le previsioni di inverno della Commissione indicano per l'Italia una differenza di 0,8 punti percentuali tra il Pil per il 2016 e il percorso di aggiustamento richiesto. Rispetto alle previsioni dello scorso autunno, il divario si è ampliato a causa delle spese aggiuntive inserite nella legge di stabilità per il 2016, che hanno aumentato l'obiettivo di disavanzo di 0,2 punti percentuali al 2,4 per cento del Pil. Secondo le informazioni attualmente disponibili - riporta la Bce - quest'anno vi sarebbe il rischio di un significativo scostamento dai requisiti del braccio preventivo, anche qualora si decidesse in primavera di accordare maggiore flessibilità al paese. Inoltre, l'Italia non rispetterebbe la regola del debito né nel 2015 né nel 2016».