28 settembre 2020
Aggiornato 21:00
+5.000% in 7 anni

Lavoro, boom dei voucher nel 2015. Uno su tre agli under 25

Ecco i risultati del report realizzato dal ministero del Lavoro e dall'Inps: in sette anni l'utilizzo dei buoni lavoro è aumentato del 5.000%

ROMA - E' boom dei voucher per le prestazioni di lavoro accessorio. In sette anni l'utilizzo dei buoni lavoro è cresciuto di oltre il 5.000% passando dai 24.437 del 2008 a quota 1.392.906 nel 2015. Uno su tre, nel 2015, è andato agli under 25. E' quanto emerge dal report realizzato dal ministero del Lavoro e dall'Inps.

Le donne sono il 52% dei percettori
Tra il 2008 e il 2015 la quota di donne tra i percettori è cresciuta in maniera progressiva e piuttosto rapidamente, passando dal 22 % al 52 % dei totale. Già nel 2014 il numero delle donne retribuite con almeno un voucher nel corso dell'anno ha superato quello degli uomini. L'importo lordo riscosso mediamente da ciascun lavoratore nell'anno ha raggiunto il valore massimo nel 2011 (677,12 euro). Nel 2015 è stato di 633 euro, in lieve aumento rispetto ai 628,47 del 2014.

Il 64,8% dei lavoratori ha riscosso nel 2015 meno di 500 euro
Non sembra avere avuto effetto significativo l'aumento a 7.000 euro del compenso complessivo per singolo lavoratore introdotto a giugno del 2015 con il D. Lgs. 81. Il 64,8% dei prestatori ha riscosso nel 2015 meno di 500 euro di valore complessivo. Il 20% ha superato i 1.000 euro. Sempre in base ai dati Inps, risulta che il 36,6 % dei percettori di voucher nel 2015 aveva riscosso voucher anche l'anno precedente. In termini relativi, le prestazioni coinvolgono maggiormente i giovani.

Il 31% dei lavoratori è under 25
Il 31% dei prestatori si colloca infatti tra gli under25, con una evidente sovra-rappresentazione rispetto alla struttura dell'occupazione italiana. L'importo medio lordo percepito nell'anno è invece più alto tra gli ultra 60enni (762 euro per i lavoratori in età compresa tra i 60 e i 65 anni, 700 euro per gli over-65), mentre i prestatori più giovani hanno riscosso in media un numero di voucher per un importo pari a 554 euro.

Aumentano i voucher comprati dai committenti
In costante crescita è anche il numero dei voucher comprati dai committenti, che, tra l'altro risultano ogni anno in numero maggiore rispetto al numero di voucher riscossi dai prestatori. Questo perché una parte dei voucher non viene utilizzata e viene restituita per il rimborso. In particolare, negli ultimi tre anni dai 40.816.297 voucher venduti nel 2013 si è arrivati ai 114.925.180 nel 2015, con un tasso annuo di crescita che è stato del 69,5% nel 2014 e del 66,1% nel 2015. Tuttavia, nel 2015, a fronte di 114.925.180 voucher venduti, quelli riscossi sono stati 88.140.789 e la variazione percentuale su base annua delle riscossioni è stata pari al 38,1%.

Ecco dove se ne sono venduti di più
Le Regioni nelle quali si sono venduti più voucher nel 2015 - al pari di quanto accaduto nei due anni precedenti - sono la Lombardia (20.939.735), il Veneto (15.161.299) e l'Emilia-Romagna (14.322.944). La Regione, invece, che ha fatto registrare il trend maggiore di aumento nel 2015 è stata la Sicilia (+98.6 %) - nel 2014 era stata la Puglia (+124,2 %). I settori nei quali l'uso del voucher risulta più significativo nel 2015 sono stati: il commercio (14,9%), il turismo (14,4%) e i servizi (11,4%). Nel 2015, il 7,9% dei lavoratori retribuiti con voucher avevano avuto nei tre mesi precedenti la prestazione un rapporto di lavoro con lo stesso datore; la percentuale sale al 10% se si prende a riferimento un periodo di sei mesi. I settori nei quali il fenomeno della provenienza da altri contratti è più significativo sono il turismo (in particolare), il commercio e i servizi. Irrilevante è, invece, nel lavoro domestico.