30 settembre 2020
Aggiornato 05:30
sono sotto l'attacco delle politiche comunitarie

S.O.S Made in Italy, Coldiretti: «Fermiamo la strage delle arance»

Migliaia di agricoltori si sono dati appuntamento domani alle ore 9,30 a Catania per combattere contro i danni all'economia nazionale e la perdita dei posti lavoro

ROMA - Sos per fermare la strage di piante di arance, limoni, mandarini che sta stravolgendo il paesaggio con danni all'economia e la perdita di posti di lavoro. L'obiettivo è difendere l'agricoltura Made in Italy che rischia di perdere i prodotti simbolo dalla arance ai mandarini, ma anche i pomodori, il grano, l'olio e il latte «sotto attacco delle politiche comunitarie, delle distorsioni di mercato e delle agromafie».

Migliaia di agricoltori si sono dati appuntamento domani
Migliaia di agricoltori del sud si sono dati appuntamento domani alle ore 9,30 a Catania al Metropolitan e nell'area circostante in Via Sant'Euplio, 21. La mobilitazione della Coldiretti parte dal mezzogiorno dove gli agricoltori porteranno le testimonianze sulle difficoltà di fare impresa ma anche storie di successo, opportunità e proposte per la ripresa economica, occupazionale e per la tutela ambientale. Presente il presidente della Coldiretti Roberto Moncalvo con l'intera giunta nazionale insieme a numerosi ospiti, dal ministro dell'ambiente Gianluca Galletti al presidente della Regione siciliana Rosario Crocetta fino al presidente della Regione Calabria Mario Oliverio, le due Regioni dove si produce oltre l'80 per cento degli agrumi italiani.

Coldiretti: Un business senza scupoli
Sarà presentato il primo studio «sul rischio estinzione della vera spremuta italiana, con analisi sui consumi e sulla produzione ma anche dimostrazioni pratiche e consigli per fare scelte di acquisto consapevoli. Per la prima volta verrà mostrata nell'Isola l'inquietante "collezione" dei piu' scandalosi prodotti agroalimentari, venduti in Italia, in Europa e nel mondo con nomi che richiamano gli episodi, i luoghi e i personaggi della Mafia che vengono sfruttati per fare un business senza scrupoli sul dolore delle vittime e a danno dell'immagine del Paese», sottolinea la Coldiretti.