25 ottobre 2020
Aggiornato 02:30
le maestranze sul piede di guerra

Civitavecchia, al porto 300 lavoratori a rischio. I sindacati minacciano lo sciopero

Giovedì 14 gennaio è previsto un presidio di otto ore sotto la sede dell'Autorità portuale

ROMA - La Società Darsena Nord Civitavecchia scrl ha comunicato ai sindacati territoriali di categoria, Feneal Uil, Filca Cisl, Fillea Cgil, l'avvio della procedura di mobilità per il licenziamento collettivo di tutte le maestranze impegnate nel cantiere darsena nord del porto.

300 posti di lavoro a rischio
Sono 300 i lavoratori coinvolti tra lavorazioni dirette e indotto. Disastrose le ripercussioni socio-economiche sul territorio e le ricadute occupazionali, per le quali i sindacati di categoria, sul piede di guerra assieme alle maestranze, hanno proclamato lo stato di agitazione permanente. Si comincia giovedì 14 gennaio con un presidio di otto ore, dalle 8 alle 16, sotto la sede dell'Autorità portuale.

I sindacati: protesteremo a oltranza
«Situazione incresciosa - sottolineano Massimo Fiorucci della Feneal Uil di Roma, Diego Bottacchiari della Filca Cisl di Roma, Carlo Proietti della Fillea Cgil di Roma e Lazio - serve un impegno concreto da parte dell'Ente Autorità Portuale di Civitavecchia, per il mantenimento delle attività produttive in cantiere e per la salvaguardia dei 300 posti di lavoro a rischio. Chiediamo l'attivazione immediata di un tavolo tra committente, parti sociali e impresa appaltatrice per una attenta ed opportuna gestione della crisi. In assenza di risposte concrete protesteremo ad oltranza coinvolgendo i cittadini, primi finanziatori dell'ennesima opera che rischia di rimanere incompiuta», concludono i sindacati. (Fonte Askanews)