15 novembre 2019
Aggiornato 22:00
Mercato dell'Energia

Petrolio, il Venezuela torna alla carica

Il ministro responsabile, Eulogio Del Pino, ha annunciato la proposta di di tenere un vertice tecnico tra Paesi Opec e gli altri Stati esportatori a novembre, indicando anche un possibile punto di «equilibrio» per il prezzo del barile: 88 dollari.

MILANO - Il Venezuela torna alla carica, premendo a favore di una stretta all'offerta di petrolio che punti a far risalire i prezzi. Il ministro responsabile, Eulogio Del Pino, ha annunciato la proposta di di tenere un vertice tecnico tra Paesi Opec e gli altri Stati esportatori a novembre, indicando anche un possibile punto di «equilibrio» per il prezzo del barile: 88 dollari.
La proposta verrà inviata sotto forma di lettera del presidente venezuelano, Nicolas Maduro, ai presidenti di tutti gli Stati interessati.
Già prima dell'estate il Venezuela era stato tra i più attivisti nell'Opec nel richiedere una stretta ai rubinetti. Ma la maggioranza, capeggiata dall'Arabia Saudita che è anche il primo esportatore globale di oro nero, aveva invece deciso di proseguire con lo status quo. E così facendo la caduta dei prezzi era proseguita, fin a far scendere il barile sotto i 50 dollari.

Ministro petrolio Kuwait: 4 dicembre riunione Opec su produzione
Il 4 dicembre prossimo ci sarà una riunione dei Paesi produttori di petrolio dell'Opec sull'opportunità di tagliare o meno la produzione mondiale di petrolio. Lo ha annunciato il ministro del petrolio del Kuwait Ali Al-Omair durante la sua visita al padiglione del Paese del Golfo a Expo 2015. Il tema, ha detto, è da affrontare insieme a tutti i Paesi produttori del mondo, non solo quelli Opec. «Siamo parte dell'Opec che oggi produce meno del 30 percento della produzione mondiale, il nostro ruolo come Kuwait è quello di essere solidali con i nostri colleghi e costruire una strategia che stabilisca i prezzi migliori per i produttori e i consumatori. Il 4 dicembre ci sarà un incontro dell'Opec e speriamo di arrivare a una decisione di cui beneficeremo tutti» ha dichiarato il ministro parlando delle strategie in merito del suo Paese.
«Il nostro problema, che stiamo affrontando - ha aggiunto - è che alcuni produttori fuori dall'Opec vogliono che soltanto noi ci assumiamo lo svantaggio di diminuire la nostra produzione ma noi non possiamo assumere rischio da soli. Dobbiamo discutere e cooperare con i Paesi non Opec per decidere se tagliare la produzione o no. Speriamo che per quella data si decida se mantenere il tetto dei 30 milioni di barili al giorno o se c'è qualche obiettivo oltre a questo, dobbiamo decidere e studiare con cura».