17 febbraio 2020
Aggiornato 17:00
L'intervista del senatore al Sole24ore

Fisco, Sacconi: «Bisogna ridurre le tasse sulla casa e responsabilizzare i sindaci»

"La Local Tax deve rappresentare - per Sacconi - l'occasione per una compiuta attuazione del federalismo municipale e non lo strumento di un circolo vizioso senza limite nel nome di una autonomia irresponsabile"

ROMA (askanews) - «Detassare la prima casa» ma contemporaneamente «ricondurre a responsabilità la propensione delle amministrazioni comunali a scaricare sulla proprietà immobiliare le loro incapacità ed inefficienze». E' quanto afferma Maurizio Sacconi (Ap), presidente della commissione lavoro del Senato, in un intervento sul «Sole 24 Ore»

Sacconi: Via libera alla detassazione della prima casa
«Applichiamo quindi - aggiunge Sacconi - i fabbisogni standard già disponibili per tutte le funzioni di ciascun comune nel senso di combinarli con una capacità fiscale idonea a finanziarli e di ricavarne l'algoritmo di equilibrio, superato il quale il comune viene immediatamente sottoposto a commissariamento, con tanto di fallimento politico e ineleggibilità degli amministratori, in funzione di un rigoroso piano di rientro. E' ragionevole supporre che esso funzioni da deterrente per una gestione oculata, e magari associata, delle funzioni municipali prevenendo l'abuso della tassazione ed un dissesto dell'ente tale da richiedere ingenti risorse di risanamento come oggi accade».

La Local tax non è sinonimo di autonomia irresponsabile
«La Local Tax deve rappresentare - per Sacconi - l'occasione per una compiuta attuazione del federalismo municipale e non lo strumento di un circolo vizioso senza limite nel nome di una autonomia irresponsabile. A ciò dovrebbe aggiungersi una diversa distribuzione del carico fiscale tra proprietari ed inquilini».Sacconi invita anche ad evitare «di contrapporre scioccamente la detassazione degli immobili a quella del lavoro nondimeno necessaria. Quest'ultima si rivela utile ad incoraggiare la propensione ad assumere se è strutturale e ragionevole. Temo che l'azzeramento dei contributi sui contratti permanenti si rivelerà essere stato fonte più di comportamenti distorsivi che di nuova occupazione e comunque non è ragionevole caricare a lungo sul bilancio dello Stato la sostenibilità del sistema previdenziale».