11 dicembre 2019
Aggiornato 02:00
La replica al governo da Forza Italia

Istat, Brunetta: «Niente trionfalismi, l'effetto del Jobs Act è nullo»

Secondo il presidente dei deputati di Fi i dati sono sconfortanti e attestano l'inconsistenza del governo

ROMA (askanews) - «Oggi l'Istat ha pubblicato i dati mensili sul mercato del lavoro e per il governo Renzi sembra una buona giornata dopo mesi di notizie negative. Tuttavia una lettura meno trionfalistica e più attenta dei numeri dovrebbe indurre alla prudenza». Lo ha detto Renato Brunetta, presidente dei deputati di Forza Italia.

L'Italia cresce, ma molto meno degli altri paesi europei
«Certamente è importante il calo forte dei disoccupati, quasi 150mila in un mese, che porta il tasso di disoccupazione al 12 per cento, ma il governo dovrebbe ricordare che il gap con la Germania rimane significativo, visto che lì il tasso di disoccupazione è sotto il 5 cento; che continuiamo ad avere oltre 3 milioni di disoccupati; e che nell'arco annuale la riduzione è molto più contenuta, neanche un punto percentuale» ha proseguito.

La disoccupazione diminuisce perchè aumentano gli inattivi
«Nondimeno il professor Renzi dovrebbe ricordare che un tale crollo della disoccupazione a luglio potrebbe essere il risultato della minore propensione a cercare lavoro, quel fenomeno chiamato 'scoraggiamento' che tanto caratterizza il mercato del lavoro italiano - ha proseguito -. E lo dovrebbe ricordare pensando al fatto che gli inattivi aumentano quasi nella stessa dimensione (+100mila), un segnale niente affatto incoraggiante. Dovrebbe fare pensare Renzi anche il fatto che gli indici delle attività industriali sono stabilmente fermi in questa estate e che lo stesso indice manifatturiero sulle PMI uscito questa mattina segnala un calo».

Sarebbe un fatto gravissimo se l'Istat avesse anticipato i dati al governo
«Sul versante dell'occupazione i progressi sono minimi, solo 44mila occupati in più, e recuperano le perdite degli ultimi mesi. Il che significa che l'effetto Jobs act continua ad essere impercettibile, se non per la trasformazione dell'occupazione - ha concluso -. In questo Paese dove le regole sembra che valgano solo per una parte (sempre la stessa) desta molti interrogativi il fatto che autorevoli organi di stampa già questa mattina diffondevano notizie positive sui dati citando fonti di governo. Sarebbe gravissimo, oltre che una violazione, e palese, delle regole statistiche e della trasparenza democratica, se l'Istat avesse fornito in anticipo i dati a Palazzo Chigi. Da dimissioni dell'esecutivo".