2 febbraio 2023
Aggiornato 18:00
Oil&gas

ENI Norge conferma: Goliat operativo «ben prima della fine dell'anno»

Nei giorni scorsi su alcuni articoli di giornali norvegesi sono stati sollevati dubbi sull'entrata in funzione della piattaforma galleggiante del Cane a sei zampe nel mare del Nord. Ora il responsabile della comunicazione per la Norvegia, Andreas Wullf, ha spiegato che ci sono stati alcuni imprevisti ma che l'impianto inizierà a funzionare prima delle tempeste invernali

OSLO – Dopo che nei giorni scorsi alcuni giornali norvegesi avevano avanzato dubbi sull'entrata in funzione di Goliat per l'estate, come previsto da Eni, ora il responsabile della comunicazione di Eni Norge, Andreas Wullf ha confermato: la piattaforma sarà operativa «ben prima della fine dell'anno».

RITARDI PER COLPA DEL MALTEMPO - Intervistato dal giornale norvegese Aftenbladet, Wullf ha spiegato che «siamo un po' in ritardo» a causa del «tempo infelice di quest'estate» e che quindi «alcuni lavori stanno richiedendo più tempo del previsto». Il manager comunque si è detto ottimista, sottolineando come i progressi siano «costanti» e che spesso progetti di queste dimensioni sono soggetti a imprevisti. Wullf ha ricordato che sono state commissionate «la maggior parte delle attività, come l'installazione dei cavi di ormeggio, delle colonne montanti, dei cavi elettrici che portano l'elettricità dalla costa e le tubature sottomarine». Sul punto ha aggiunto che i rapporti con i fornitori sono buoni.

OPERATIVI BEN PRIMA DI FINE ANNO - Quanto alla data di avvio di Goliat, il responsabile della comunicazione di Eni Norge ha detto che «non è stata fissata», ma che comunque sarà «ben prima della fine dell'anno», quando incominceranno a scatenarsi le tempeste invernali che potrebbero ritardare ancora i lavori sulla piattaforma.

GOLIAT IN NORVEGIA - Goliat ha raggiunto le coste norvegesi il 17 aprile ed è stata trasportata nel Mare del Nord nei primi di maggio. Si tratta del più grande e sofisticato impianto di produzione e stoccaggio di idrocarburi cilindrico del mondo (costato circa 5 miliardi di euro), con il quale Eni ha intenzione di estrarre quasi 100mila barili di petrolio al giorno per i prossimi 15 anni.