15 giugno 2021
Aggiornato 18:00
La segretaria generale della Cisl in una lettera a La Stampa

Fisco, Furlan: «In Italia serve una tassa sui grandi patrimoni immobiliari»

La Cisl presenterà alla Camera il 2 settembre una legge di iniziativa popolare per estendere il bonus di mille euro anche ai pensionati, ai lavoratori autonomi e ai giovani

ROMA (askanews) - «In Italia si tassa in maniera eccessiva il lavoro e l'impresa, poco il patrimonio ed i redditi diversi da quelli da lavoro dipendente». E' quanto sottolinea la segretaria generale della Cisl, Annamaria Furlan in una lettera pubblicata oggi dal quotidiano La Stampa.

Furlan: Vanno tassati i grandi patrimoni immobiliari
«Si deve conciliare la giusta esigenza di esentare solo la prima casa da tutte le imposte, tassando progressivamente i grandi patrimoni immobiliari, in base alla effettiva rendita catastale al di sopra dei 500 mila euro, e anche le rendite finanziarie, escludendo, naturalmente, i titoli di stato», aggiunge la Furlan. «Questo e' il cuore della proposta di legge di iniziativa popolare che la Cisl presentera' il due settembre alla Camera, dopo aver raccolto migliaia di firme in tutta Italia», annuncia la leader del sindacato di via Po,«in modo da estendere il bonus fiscale di mille euro all'anno anche ai pensionati, ai lavoratori autonomi ed ai giovani».

Stiamo pagando il prezzo imposto dalla Germania
La leader della Cisl sottolinea come «l'economia reale del nostro paese sia sostanzialmente ferma, nonostante le favorevoli condizioni macroeconomiche e la positiva defiscalizzazione del lavoro prevista dall'ultima legge di stabilita' che, indubbiamente, ha reso piu' vantaggioso il contratto a tempo indeterminato dopo tanti anni di rapporti di lavoro flessibili e precari, mal retribuiti e mal tutelati. Ma tutto questo non basta a rimettere in moto lo sviluppo. Abbiamo perso ben 25 punti di produzione industriale nell'ultimo decennio, i salari ed i consumi sono tra i piu' bassi in Europa e soprattutto la produttività e' ben lontana da quella dei nostri partner concorrenti. E' senz'altro vero che stiamo pagando la linea rigoristica imposta dalla Germania al resto d'Europa, visto che non siamo riusciti a far riconsiderare gli investimenti pubblici per lo sviluppo fuori dal tetto del 3%. Ma e' sul piano nazionale che i conti non tornano. I tagli alla spesa pubblica improduttiva sono ancora insufficienti».

Tocca alle parti sociali e al governo fare di più
La leader della Cisl, sottolinea anche che non basta l'attivismo solitario del nostro Premier Renzi a far decollare le leve dell'economia. «Anche le parti sociali devono dare subito il proprio contributo per la ripresa dell'occupazione. Dobbiamo rilanciare il ruolo "negoziale" e di sintesi degli interessi nella societa' italiana, uscendo dal rivendicazionismo sterile o dallo strisciante lobbismo. Ecco perche' cambiare il sistema contrattuale e' oggi una priorita', conservando un ruolo importante di garanzia e di copertura generale al livello nazionale per assicurare le giuste tutele ai lavoratori e la salvaguardia del potere d'acquisto. Ma indubbiamente con un'inflazione bassa, le retribuzioni possono crescere solo se si rafforza la contrattazione di secondo livello, se gli aumenti di produttività vengono redistribuiti sotto forma di incrementi retributivi».Infine la Furlan chiama in causa il Governo. «Tocca al Governo detassare il salario aziendale e incentivare fiscalmente l'azionariato collettivo e la partecipazione dei lavoratori, come avviene in Germania, in modo da avere pari responsabilita' nelle scelte dell'impresa, anche in vista dei processi di privatizzazione di importanti aziende pubbliche a partire dalle Poste».