15 dicembre 2019
Aggiornato 22:30
Dopo le devastazioni, parla il ministro dell'Interno

Alfano: «Sangue chiama sangue, hanno fatto bene le forze dell'ordine a non attaccare i black bloc»

La decisione di non attaccare i black bloc durante la manifestazione del primo maggio è stata "una scelta strategica perché il loro vero obiettivo era quello di andare in centro e devastare la città". Lo ha dichiarato il ministro dell'Interno Angelino Alfano durante la premiazione delle forze dell'ordine a Milano.

Milano (askanews) - La decisione di non attaccare i black bloc durante la manifestazione del primo maggio è stata «una scelta strategica perché il loro vero obiettivo era quello di andare in centro e devastare la città». Lo ha dichiarato il ministro dell'Interno Angelino Alfano durante la premiazione delle forze dell'ordine a Milano.

Alfano: Una scelta "strategica"
Altra ragione per cui le forze dell'ordine non hanno attaccato i black bloc è che «sangue chiama sangue e se avessimo versato del sangue, il sangue avrebbe chiamato vendetta e saremmo stati esposti a possibili ritorsioni per tutta la durata di Expo. Questo non vuol dire che abbiamo allentato la guardia: le azioni di controllo e prevenzione sono tuttora in corso». Alfano ha poi ricordato che prima della manifestazione del primo maggio sono state fermate preventivamente circa 80 persone mentre oltre 100 sono state denunciate a vario titolo durante e dopo il corteo. «Abbiamo evitato il peggio grazie a una ottimale gestione della piazza. Sappiamo di poter contare su di voi» ha dichiarato Alfano rivolgendosi ancora alle forze dell'ordine.

I veri vincitori sono i milanesi che hanno ripulito la loro città
Infine il ministro dell'Interno si è detto «dispiaciuto» per le critiche piovute sulla gestione dell'ordine pubblico durante la manifestazione: «Come accade durante i mondiali di calcio in cui tutti si improvvisano allenatori, la stessa cosa è accaduta con la gestione dell'ordine pubblico con un sacco di esperti che suggerivano come gestire e intervenire. Noi abbiamo dei grandi professionisti, in particolare il dottor Luigi Savina che sanno perfettamente quando e come intervenire».  Alfano ha poi spiegato che «quando i fumogeni (lanciati dalla polizia e dai black bloc, ndr) hanno finito il proprio lavoro vedendo le maschere antigas e i giubbini a terra abbiamo capito che era la resa» degli antagonisti. Antagonisti, che secondo Alfano, «volevano andare in centro al Duomo, in Borsa, all'Expo Gate devastarli». Secondo il ministro «i vincitori sono i milanesi che hanno ripulito la città e gli uomini e le donne in divisa che hanno saputo difenderla. Poi ci sono i perdenti, quelli che volevano distruggere un simbolo come Expo, che volevano rovinare la festa (di inaugurazione dell'esposizione, ndr) a tutti gli italiani e che credono che il contrasto al benessere giustifichi danni e devastazione».