9 dicembre 2019
Aggiornato 20:30
Parla la zarina del debito pubblico italiano

Maria Cannata, la signora dei derivati

Per coprirsi dai rischi delle fluttuazioni dei tassi di interessi il Tesoro si è ingolfato di strumenti finanziari che equivalgono ad una scommessa ad alto rischio. E ha perso, provocando un buco da tre miliardi l’anno.

ROMA - L’intervistatore del Corriere della Sera chiede alla signora Maria Cannata: «Come mai a causa delle sue scelte dobbiamo pagare una sorta di penale di circa 3 miliardi l’anno e alla fine dei contratti in essere il danno subito dalle casse pubbliche potrebbe aggirarsi intorno ai 42 miliardi di euro?»

MARIA CANNATA E IL DEBITO PUBBLICO - «Paradossalmente perché siamo stati prudenti nel gestire il nostro debito», risponde serafica la signora Cannata. La signora Cannata è direttore del dipartimento del «Debito Pubblico» del ministero del Tesoro. Questa conversazione non è la ricostruzione fantasiosa di un film dell’ horror. Sono parole vere, come è vero il nome della signora citata. Ma soprattutto sono vere le cifre che corrispondono a quanto i cittadini italiani sborsano e dovranno continuare a sborsare dalle loro tasche.

PADOAN: MEGLIO IL SILENZIO - Che storia è? E’ una storia della quale gli italiani debbono sapere il meno possibile secondo il ministro Pier Carlo Padoan, il quale ha affermato: «I dettagli dei singoli contratti sui derivati conclusi dal Tesoro non verranno mai essere resi pubblici per non favorire la cattiva speculazione». Quindi non sapremo mai che pasticci potrebbe aver fatto la signora Cannata manovrando questi strumenti finanziari denominati «derivati», vere e proprie armi di distruzione di massa, che gestisce grazie ad un incarico che risale a 14 anni fa.

MILIARDI PERDUTI FINO AL 2040 - «Ma da 6-7 anni di questi contratti non se ne fanno più. Il più longevo scade infatti nel 2040», informa i lettori del Corriere la signora Cannata, fiduciosa che questa sua precisazione plachi le ansie che le sue decisioni hanno provocato negli italiani. Nel 2040, signora Cannata, un italiano che nasce oggi avrà 25 anni e per una quarto di secolo della sua esistenza, pur nella totale innocenza, dovrà continuare a pagare il fio dei suoi calcoli sbagliati.

GLI ITALIANI PAGANO, I COLPEVOLI NO - Chi ha messo sulla testa degli italiani, e per l’eternità, quel macigno da oltre duemila miliardi di debito merita una solenne condanna della storia. Ma chi ha affidato il buco nero del debito italiano alle toppe a colori della signora Cannata, merita che il processo gli venga fatto non sulle pagine di un libro, ma di un’aula di tribunale in piena regola.