17 febbraio 2020
Aggiornato 17:00
Per il ministro del lavoro sono aumentati i contratti a tempo indeterminato

Poletti: «Bene il Jobs Act: i risultati ci sono e si vedono»

"Bisogna essere misurati e cauti nel senso che stiamo parlando di contratti di lavoro, non di nuovi posti di lavoro". Lo ha detto il ministro del Lavoro Giuliano Poletti commentando, a margine di un incontro organizzato a Padova, i dati relativi alle attivazioni e cessazioni di contratti a marzo, al netto del lavoro domestico e della pubblica amministrazione.

Padova (askanews) - «Bisogna essere misurati e cauti nel senso che stiamo parlando di contratti di lavoro, non di nuovi posti di lavoro». Lo ha detto il ministro del Lavoro Giuliano Poletti commentando, a margine di un incontro organizzato a Padova, i dati relativi alle attivazioni e cessazioni di contratti a marzo, al netto del lavoro domestico e della pubblica amministrazione.

Più contratti a tempo indeterminato, meno contratti a progetto
«Stiamo parlando di un dato qualitativo - ha proseguito - che e' una cosa che avevamo visto gia' a gennaio e febbraio: nei contratti di lavoro aumentano in maniera importante i contratti a tempo indeterminato, mentre si riducono tutte le altre tipologie contrattuali in particolare le collaborazioni a progetto. Quindi almeno un obiettivo di quelli che stiamo perseguendo l'abbiamo raggiunto - ha poi aggiunto -. Noi consideriamo un punto importante che tante persone in più abbiano un contratto a tempo indeterminato. Sull'occupazione dobbiamo aspettare i dati dell'Istat che fa una valutazione non dei contatti ma di tutte le posizioni lavorative. I dati relativi alle comunicazioni obbligatorie del ministero del Lavoro sono un segnale positivo ed evidenziano come avanzi il lavoro stabile nel settore privato nel raffronto tra marzo 2015 e lo stesso mese del 2014», ha dichiarato in una nota il responsabile economico del Pd, Filippo Taddei.

Avanti con le riforme
«In particolare - ha aggiunto - , è confortante l'aumento delle assunzioni a tempo indeterminato a fronte di una riduzione delle cessazioni. Le stabilizzazioni significano sempre più diritti per chi lavora, anche per coloro che, sfortunatamente, dovessero perderlo. Il Paese, anche con il Jobs Act, si rimette in moto. Stiamo vedendo i primi effetti delle riforme ma siamo anche convinti che ci sia ancora della strada da compiere. Intendiamo perciò proseguire nella direzione intrapresa con ancora maggior vigore e determinazione. I dati relativi alle comunicazioni obbligatorie del ministero del Lavoro sono un segnale positivo ed evidenziano come avanzi il lavoro stabile nel settore privato nel raffronto tra marzo 2015 e lo stesso mese del 2014. In particolare, è confortante l'aumento delle assunzioni a tempo indeterminato a fronte di una riduzione delle cessazioni», ha sottolineato il responsabile economico del Pd. «Le stabilizzazioni - ha proseguito l'esponente dem - significano sempre più diritti per chi lavora, anche per coloro che, sfortunatamente, dovessero perderlo. Il Paese, anche con il Jobs Act, si rimette in moto. Stiamo vedendo i primi effetti delle riforme ma siamo anche convinti che ci sia ancora della strada da compiere. Intendiamo perciò proseguire nella direzione intrapresa con ancora maggior vigore e determinazione».