28 febbraio 2020
Aggiornato 01:00
Def

Morando: «Non culliamoci sopra la 'ripresina' in atto»

Il viceministro all'Economia, Enrico Morando, interviene sul Def e ammonisce il governo: "Serve un intervento urgente sui crediti deteriorati delle banche. La pressione fiscale, inoltre, è in riduzione ma questo non è ancora sufficiente".

Roma (askanews) - Il viceministro all'Economia, Enrico Morando, interviene sul Def e ammonisce il governo: «Serve un intervento urgente sui crediti deteriorati delle banche. La pressione fiscale, inoltre, è in riduzione ma questo non è ancora sufficiente". 

La pressione fiscale è in riduzione, ma non basta
La pressione fiscale nel Def «è in riduzione, non è ancora sufficiente ma non si può dire che è in aumento». Lo ha detto il viceministro all'Economia, Enrico Morando, nel corso della replica al Def in Aula al Senato, riferendo che «la pressione fiscale sul lavoro e imprese è molto elevata nella comparazioni internazionali e la pressione fiscale totale è relativamente alta nelle comparazioni internazionali e finanzia una spesa pubblica altrettanto alta». Morando ha quindi spiegato che la «pressione tendenziale incorpora le clausole salvaguardia», mentre per quella programmatica nel documento «si legge che il governo intende annichilire le clausole sia nel 2016 sia nel 2017».

Serve un intervento urgente sui crediti deteriorati
«Dobbiamo fare un intervento urgente sul tema dei crediti deteriorati». Lo ha detto il viceministro all'Economia, Enrico Morando, sottolineando che c'è un «livello eccessivo delle sofferenze bancarie» nel settore del credito che frena gli investimenti privati necessari per la ripresa. L'intervento, ha spiegato Morando in Aula al Senato in occasione della replica sul Def, va fatto «seguendo le regole di mercato» ed evitando «meccanismi che possano configurarsi come aiuti di Stato». Per migliorare l'accesso al credito delle Pmi, ha proseguito il viceministro, si deve «superare il sistema bancocentrico» grazie al «meccanismo del mini-bond che sta funzionando» ma che «si deve intrecciare meglio con il meccanismo del fondo di garanzia» che «deve essere sostenuto da nuove risorse».

Non culliamoci sopra la "ripresina" in atto
«Non possiamo in nessun modo cullarci sopra la tranquillità relativa determinata dalla ripresina in atto, è gracile e fondata esclusivamente su fattori esogeni: o siamo in grado di realizzare riforme strutturali e sostenere la domanda aggregata interna o noi non riusciremo a trasformare la ripresa, ancora gracile, in crescita stabile e duratura da Paese avanzato e non da Paese in via di sviluppo». E' quanto ha affermato il viceministro all'Economia nel corso della replica sul Def in Aula al Senato. «La ripresa - ha aggiunto Morando - oggi è largamente influenzata da fattori esogeni, ma entro breve tempo o siamo in grado di sostenere la domanda interna e di realizzare l'intero quadro di riforme strutturali previsto dal Piano nazionale di riforme, o nel giro di poco tempo gli elementi esogeni esauriranno la loro funzione e il Pil tornerà a non crescere o a crescere a livelli di stagnazione».

Il Parlamento prenda atto delle valutazioni dell'Upb
"Per la prima volta, in modo perfettamente determinato e credibile, le previsioni macroeconomiche messe a base nel Def sugli andamenti tendenziali e programmatici, sono state oggetto dell'attenzione del neo ufficio parlamentare del bilancio perfettamente in grado di funzionare",
ha affermato ancora il viceministro dell'Economia, rispondendo alle critiche mosse dalle opposizioni sul «presunto o reale ottimismo delle previsioni macroeconomiche del Def. Se fossero fondate le obiezioni di credibilità - ha detto - per ragioni ovvie l'intero documento risulterebbe pregiudicato nella sua credibilità». La valutazione dell'Upb, ha proseguito Morando, «è un elemento di verifica dell'attendibilità delle previsioni messe a capo dal governo attraverso un processo fondato da un giudizio di attendibilità da parte di soggetti del tutto autonomi dal governo. Si può continuare a fare polemica sulle previsioni troppo ottimistiche o pessimistiche, ma il Parlamento dovrebbe prendere atto anche delle valutazioni dell'Upb, altrimenti io non capisco perché lo abbiamo fatto». Quindi, ha esortato Morando, "assumiamole a base nel dibattito parlamentare: è così che il tono del confronto si eleva e non si abbassa».