26 maggio 2020
Aggiornato 15:30
Migliorano le condizioni economiche, ma ci vogliono le regole

Visco: «Alle banche servono norme certe»

Nel corso della sua audizione alla Commissione finanze del Senato, il governatore di Bankitalia, Ignazio Visco, ha sottolineato la necessità che il Parlamento italiano recepisca le novità normative europee in tema di banche.

Roma (askanews) - Nel corso della sua audizione alla Commissione finanze del Senato, il governatore di Bankitalia, Ignazio Visco, ha sottolineato la necessità che il Parlamento italiano recepisca le novità normative europee in tema di banche.

Alle banche servono norme certe
«La direttiva Crd IV avrebbe dovuto essere recepita entro il primo gennaio 2014. Il ritardo ha avuto ripercussioni rilevanti: le lacune più importanti riguardano i poteri di intervento e sanzionatori di cui la Banca d'Italia dispone», ha detto il Governatore. Poi l'attuazione della Brrd, la direttiva sulla risoluzione delle crisi bancarie «il cui recepimento è scaduto il 31 dicembre scorso. L'indisponibilità dei nuovi strumenti di risoluzione potrebbe rendere problematica la gestione di eventuali dissesti bancari. Soprattutto in questa delicata fase di transizione verso il nuovo assetto delle regole e dei controlli, sarebbe stato essenziale che il recepimento delle direttive fosse stato effettuato per tempo», ha sottolineato il Governatore.

Migliorano le condizioni dell'Eurosistema - «Il miglioramento delle condizioni di fondo dell'economia e dei mercati, cui hanno contribuito in misura determinante gli interventi dell'Eurosistema, si sta riflettendo positivamente sulle condizioni delle banche», ha proseguito il governatore di Bankitalia, Ignazio Visco, nel corso della audizione alla commissione Finanze del senato. «I bilanci delle banche continuano a risentire, tuttavia, della protratta debolezza dell'attività economica, che pesa sulla qualità del credito e sulla profittabilità degli intermediari», ha sottolineato il governatore. Il ritardo del Parlamento italiano nel recepire la direttiva europea Crd IV, insieme al regolamento Crr, determina una asimmetria nei poteri di Bankitalia e di Bce. «Con riguardo al potere di rimuovere esponenti aziendali, la Bce può già esercitare questo potere nei confronti delle banche maggiori, la Banca d'Italia non ne dispone ancora per le altre».

Ci vorrà tempo per separare le banche commerciali da quelle d'investimento
Inoltre la proposta della Commissione europea di separare, nell'ambito delle banche commerciali, l'attività tradizionale da quella di investment banking resta per ora poco più di un auspicio. La Commissione Ue ha proposto il divieto per le banche di svolgere attività di negoziazione in conto proprio (proprietary trading) e di investire in fondi speculativi (hedge funds) e l'obbligo di separare le attività diverse da quelle tradizionali in una entità distinta (trading entity). «L'obiettivo di rendere queste due entità autonome su diversi piani è rimasto, seppur approvato in alcuni paesi, sulla carta, la legislazione secondaria per renderle operative non è stata ancora approvata», ha detto il governatore di Bankitalia.

Largo al processo di Srep
«I lunghi tempi per la trasposizione delle regole europee nell'ordinamento nazionale ostacolano l'impegno e la partecipazione attiva del nostro Paese al processo di integrazione finanziaria europea, possono incidere sulla stessa credibilità della nostra azione, soprattutto ora che il confronto con altri sistemi europei diventa serrato, spesso espongono il Paese a procedure di infrazione» e ha proseguito: «Nella quantificazione dei presidi di capitale vanno contemperate diverse esigenze». Visco ha ricordato la necessità di «regole certe ai criteri sottostanti, in modo da consentire alle banche una adeguata pianificazione; assicurare che le dotazioni patrimoniali proteggano il singolo intermediario dalla proprie vulnerabilità e rassicurino i mercati sulla solidità delle banche; valutare con attenzione gli effetti macroeconomici che ulteriori richieste di capitale potrebbero avere sull'offerta complessiva di credito all'economia, anche tenendo conto dei progressi già conseguiti dalle banche sul fronte patrimoniale». Il governatore ha citato il processo di Srep (Supervisory review and evaluation process) della Bce con cui si valutano solidità patrimoniale, posizione di liquidità, capacità di assorbire rischi di controparte, governance ed impatto sistemico. In pratica la sostenibilità del modello di business della singola banca oggetto di Srep, i cui risultati possono portare alla richiesta di ulteriori buffer di patrimonio.

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