12 novembre 2019
Aggiornato 21:30
Intanto Tispras domani vola a Mosca

Turkish stream: sul tavolo la «via balcanica»

Il collegamento fra il gasdotto, che dal Mar Nero si fermerà al confine con la Grecia, e l'Europa potrebbe passare per i Balcani e terminare in Ungheria. I ministri degli Esteri di Turchia, Ungheria, Serbia, Macedonia e Grecia si sono riuniti oggi a Budapest per discutere di sicurezza energetica regionale e per valutare le opportunità offerte dal progetto portato avanti da Mosca e Ankara.

BUDAPEST – Il collegamento fra il gasdotto Turkish stream e l'Europa potrebbe passare per i Balcani e terminare in Ungheria. I ministri degli Esteri di Turchia, Ungheria, Serbia, Macedonia e Grecia si sono riuniti oggi a Budapest per discutere di sicurezza energetica regionale e per valutare le opportunità offerte dal progetto Turkish stream portato avanti da Mosca e Ankara.

L'UE DOVRA' DECIDERSI - Il progetto di gasdotto Turkish stream, che ha sostituito quello di South stream, porterà ingenti quantità di metano russo (63 miliardi di metri cubi l'anno) fino al confine fra Grecia e Turchia, passando sotto il Mar Nero. Una volta che sarà realizzato andrà a sostituire le esportazioni di gas da Mosca verso il Vecchio continente che attualmente passano per l'Ucraina. Da parte russa è stato chiarito sin da subito che toccherà ai Paesi dell'Union europea preoccuparsi su come collegarsi a Turkish stream, non escludendo un «via italiana». Anche la Turchia ha ribadito di ritenere «importante per la diversificazione degli approvvigionamenti energetici» il gasdotto, e di non essere interessata alle questioni europee.

UN HUB IN UNGHERIA? - Prima dell'incontro odierno, il ministro degli Esteri serbo, Ivica Dacic, aveva annunciato che la riunione a Budapest si sarebbe focalizzata sulla «sicurezza energetica», aggiungendo che i partecipanti si sarebbero «scambiati le proprie opinioni sull'effettiva prontezza dei cinque Paesi a realizzare il progetto» di collegamento con Turkish stream. Il prolungamento del gasdotto fino all'Ungheria sarebbe gradito da Mosca. Durante la sua visita nel Paese il presidente russo, Vladimir Putin, ha ipotizzato con il premier ungherese, Viktor Orban, un tracciato che passa proprio per Grecia, Macedonia, Serbia e sbocca in Ungheria. La bontà di tale progetto è stata ribadita dall'ambasciatore di Mosca a Budapest, che ha spiegato come l'Ungheria possa diventare un hub regionale per il gas russo, viste le sue capacità di stoccaggio.

TSIPRAS VOLA A MOSCA - Intanto domani il premier greco, Alexis Tsipras, si recherà a Mosca per incontrare il suo omologo russo, Dmitri Medvedev e il leader del Cremlino, Putin. Secondo il comunicato del governo greco, Tsipras discuterà con le controparti russe anche di cooperazione energetica. Il ministro dell'Energia greco, Panagiotis Lafazanis, ha spiegato nei giorni scorsi dopo essersi incontrato con l'amministratore delegato di Gazprom, Alexey Miller, che domani Tsipras potrebbe dare il suo assenso definitivo all'approdo di Turkish stream in Grecia.