15 dicembre 2019
Aggiornato 00:30
Il disegno di legge del M5S porterebbe un abbattimento di sprechi e costi

Rinnovabili, energia pulita anche nei condomini

L'idea è applicare il modello di distribuzione condominiale anche al settore delle rinnovabili, esattamente come avviene per l'acqua potabile: un solo contatore condominiale registra i consumi, i cui costi vengono poi distribuiti mediante i singoli contatori di ciascun appartamento.

ROMA - Energia pulita anche per i condomini. È questa l'interessante novità proposta dal Movimento 5 Stelle in un disegno di legge appena presentato dalla grillina Paola Nugnes, che consentirà di facilitare l'autoconsumo di energia elettrica. La proposta prevede l'installazione di un solo contatore condominiale che registra i consumi con una ridistribuzione dei costi grazie ai singoli contatori individuali. L'idea nasce in risposta agli obiettivi europei sull'efficienza energetica da qui al 2020, che impongono al nostro Paese un adeguamento entro il 1 luglio.

COME FUNZIONEREBBE - Visto che da noi ancora non è possibile l'utilizzo di più utenze elettriche dallo stesso impianto a energia rinnovabile, il M5S ha pensato di applicare il modello di distribuzione condominiale anche al settore delle rinnovabili, esattamente come avviene per l'acqua potabile: un solo contatore condominiale registra i consumi, i cui costi vengono poi distribuiti mediante i singoli contatori di ciascun appartamento. Grazie alla piena efficienza energetica, oltre agli sprechi, anche i costi condominiali sarebbero abbattuti. Chi ha un impianto, attraverso il cosiddetto «scambio sul posto», può attuare una forma di autoconsumo immettendo in rete l'energia elettrica prodotta ma non direttamente autoconsumata, per poi prelevarla successivamente nel momento di maggiore necessità. Dopo una specifica richiesta al GSE, il titolare dell'impianto può così ottenere una «compensazione» fra il valore economico derivante dall'immissione in rete dell'energia prodotta in surplus e quello dell'energia prelevata e consumata in un momento diverso. Questo contributo economico viene determinato dal GSE ed è legato alle caratteristiche dell'impianto e alla tipologia contrattuale dell'utente con la ditta fornitrice di energia. Questo contributo in «conto scambio» garantisce il rimborso di una parte dei costi sostenuti dall'utente per il prelievo di energia elettrica dalla rete pubblica.

I PROBLEMI FINO AD OGGI - Sinora il problema principale era legato al fatto che, essendo l'energia rinnovabile discontinua e con microimpianti che perdono spesso la loro efficienza, l'autoproduzione non risultava ancora conveniente dal punto di vista economico per i singoli nuclei familiari. Molto spesso la produzione risulta superiore al fabbisogno energetico richiesto in un preciso momento e il surplus viene riversato in rete con relative perdite dovute al trasporto dell'energia elettrica, o addirittura non sfruttato. Solo permettendo a più utenze domestiche di collegarsi allo stesso impianto si sfruttano al meglio i vantaggi: gli sprechi vengono eliminati e il fabbisogno energetico serale e notturno resta a carico della Rete elettrica pubblica.