Ecco i tre «nemici» dei nostri salari
Tra i paradossi del capitalismo del XXI secolo c'é quello di dover far coesistere consumatori fiduciosi e lavoratori insicuri. Nel mercato del lavoro, però, stanno intervendo dei fattori che influiscono negativamente sull'andamento dei salari, e che rischiano di mettere definitivamente in discussione un sistema economico non più sostenibile nel lungo periodo.
ROMA - L'Istat ha comunicato che nel mese di febbraio l'indice delle retribuzioni contrattuali orarie è risultato invariato rispetto al mese precedente, ma è aumentato dell'1% nei confronti di febbraio 2014. Quanto ai principali macrosettori, le retribuzioni contrattuali orarie hanno registrato un incremento tendenziale dell'1,5% per i dipendenti del settore privato, e una variazione nulla per quelli della pubblica amministrazione. I settori che hanno presentato gli incrementi tendenziali maggiori sono stati le telecomunicazioni (3,5%), gomma, plastica e lavorazione minerali non metalliferi (3,3%), energia e petroli e estrazioni minerali (3%). Non si tratta di dati poco significativi: monitorare l'andamento dei salari è più utile di quanto si pensi. Come aveva già compreso Ricardo, tra i massimi esponenti della scuola classica, uno dei problemi fondamentali della scienza economica è quello della redistribuzione del reddito: sapere quanta parte di questo va ai redditi da lavoro, cioè ai salari, offre informazioni preziose per capire il futuro politico-economico di un paese.
PERCHÈ I SALARI SONO IMPORTANTI PER LO SVILUPPO ECONOMICO - Come già anticipato altrove, uno dei paradossi del capitalismo del XXI secolo è che si autoalimenta mediante un circolo vizioso e insostenibile nel lungo periodo: ha bisogno di far coesistere consumatori fiduciosi e lavoratori insicuri. In parole semplici, l'economia reale oggi si fonda soprattutto sui consumi (e quindi è sostenuta dagli acquisti dei consumatori), ma il mercato del lavoro offre meno stabilità rispetto a un tempo, e la disoccupazione è diventata una piaga sociale. Se il reddito da lavoro è basso, altalenante, e con scarse prospettive a lungo termine, come possono crescere i consumi? Ecco allora che è importante, per questa e per altre ragioni, tener d'occhio l'andamento dei salari. In molti paesi europei, hanno subito una battuta d'arresto, ma ad aver pagato il prezzo più alto è probabilmente la classe media americana. Questo forte calo dei salari statunitensi ha spinto diversi economisti a interrogarsi sulla questione, individuando tre cause principali.
COSA STA SUCCEDENDO ALLA CLASSE MEDIA AMERICANA - Alla base del crollo dei salari della classe media americana ci sono tre fattori scatenanti. Il primo è la concorrenza cinese. La delocalizzazione delle imprese all'estero, e in particolare in quel di Pechino, ha permesso alle imprese statunitensi di ridurre notevolmente i loro costi di produzione sfruttando la manodopera locale, molto meno retribuita di quella occidentale. Il dumping sociale è un problema che anche l'Europa, d'altronde, conosce benissimo. Ma c'è dell'altro. Anche lo sviluppo della robotica rischia di diventare estremamente dannoso per i nostri salari. Pensiamo ai droni: tra non molto potranno sbrigare le nostre faccende, e sostituiranno il lavoro degli esseri umani in diverse attività. Forse consegneranno la posta nelle nostre città al posto dei postini, tanto per fare un esempio. L'automazione e la robotica tenderanno a sostituire i posti di lavoro, determinando anch'essi una riduzione dei salari come di fatto è già avvenuto negli Stati Uniti. L'ultima causa riguarda i sindacati americani, il cui operato negli ultimi anni non ha portato a risultati socialmente efficienti nella redistribuzione del reddito. Queste variabili hanno influito anche nelle trasformazioni del mercato del lavoro nel nostro paese, e la situazione europea è in parte oggi assimilabile a quella americana. Perciò, oltre a considerarle con attenzione, se vogliamo vincere la crisi varrebbe la pena di accompagnare la suddetta osservazione alla formulazione di una strategia economica più lungimirante, che tenga conto della centralità dei salari nello sviluppo economico di una società, e soprattutto dei limiti endogeni del capitalismo.
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