15 dicembre 2019
Aggiornato 00:00
I 5 Paesi emergenti in difesa dei conti di Putin

Standard and Poor's boccia la Russia, i BRICS: facciamo da soli

A marzo si terrà un incontro fra un «gruppo di contatto di esperti» per la creazione di «un'agenzia di rating indipendente, all'interno del gruppo (Brasile, Russia, India, Cina e Sudafrica,ndr)», ha detto l'ambasciatore brasiliano a Mosca, Antonio Jose Vallim Guerreiro. Non si verrebbe a creare qualcosa di nuovo, ma si darebbe sostanza alla Universal Credit Rating Group. Ma chi c'è dietro?

ROMA – Il prossimo 8 e 9 luglio la città di Ufa in Russia ospiterà il settimo vertice annuale dei cosiddetti Brics, l'associazione internazionale che riunisce i capi di Stato e di governo di Brasile, Russia, India, Cina e Sudafrica. Prima di allora, a marzo si terrà un incontro dove un «gruppo di contatto di esperti» discuterà della creazione di «un'agenzia di rating indipendente, all'interno (within) del gruppo», ha detto l'ambasciatore brasiliano a Mosca, Antonio Jose Vallim Guerreiro all'agenzia di stampa russa Sputnik. Il diplomatico di Brasilia ha aggiunto che «esisteva già una proposta presentata all'interno di questo gruppo di contatto per creare un'agenzia di rating dei Brics. La questione verrà approfondita durante l'incontro del gruppo di contatto che si terrà a marzo».

LA RUSSIA PREME PER UNA NUOVA AGENZIA DI RATING - Fra i cinque Paesi emergenti che compongono i Brics, è la Russia che ha mostrato il maggior interesse perché nasca una nuova agenzia di rating concorrenziale alle «Big Three» americane (Moody's, Standard & Poor's e Fitch Ratings), che hanno il monopolio del mercato mondiale del settore (ne controllano il 95%). Per Mosca poi la questione è diventata ancora più importante dopo che lunedì scorso Standard & Poor's (S&P) ne ha declassato il debito sovrano a livello spazzatura (junk), portandolo da BBB- a BB+, con outlook negativo. Ma quella di S&P è stata l'ultima goccia che ha fatto traboccare il vaso della pazienza del Cremlino. «Il fatto che questa decisione sia stata presa adesso non è sorprendente: per una strana coincidenza, corrisponde ad una nuova ondata di isteria antirussa», ha dichiarato 24 ore dopo il vice ministro degli Esteri, Vassili Nebenzia, all'agenzia Ria-Novosti. «Non ho nessun dubbio sul fatto che sia stata presa non su suggerimento ma su ordine diretto di Washington», ha concluso l'alto diplomatico. Precedentemente infatti, prima Fitch e poi Moody's avevano visto al ribasso i loro giudizi sul Paese (per Fitch da BBB a BBB-, da Baa3 a Baa2 per Moody's) adducendo come motivazioni l'abbassamento del prezzo del petrolio (che con il gas rappresenta il 50% del Pil di Mosca) e la svalutazione del rublo.

LA RINASCITA DELLA UCRG - Secondo diversi analisti non si verrebbe a creare una nuova agenzia di rating, ma si darebbe piuttosto forza e struttura a quella già avviata nel 2013 da Mosca e Pechino (dove siedono anche degli americani però) la Universal Credit Rating Group (Ucrg). L'agenzia ha sede a Hong Kong ed è controllata dalla cinese Dagon Global Credit, dalla russa RusRating e dalla statunitense Egan-Jones. Tutte e tre al momento della costituzione hanno investito nella Ucrg quote paritarie di 3 milioni di dollari, portando il capitale iniziale a 9 milioni di dollari (Moody's ha un fatturato di 2,9 miliardi di dollari, S&P di 2,6 e Fitch di 732 milioni). La Ucrg è nata con il preciso scopo, come a loro tempo avevano esplicitamente dichiarato i governi di Russia e Cina, di contrastare il ruolo politico delle «Big Three», che a loro dire sarebbero più che generose nei confronti dei loro clienti americani ed europei mentre sarebbero prevenute verso le economie in via di sviluppo o emergenti. Stando al direttore dell'agenzia russa RusRating, Aleksandr Ovchinnikov, la Ucrg sarà pienamente operativa già nel 2015 quando usciranno «le prime valutazioni».

CHI C'E' NELLA UCRG - Oggi il sito web della Ucrg non è al momento raggiungibile, ma è comunque regolarmente registrato (dalla cinese Dagong). Il direttore operativo è l'americana Gail McDermott, che ha ricoperto la carica di managing director in Standard & Poor's (dove ha lavorato per 19 anni, dal 1989 al 2008). McDermott fa parte anche dell'esclusivo American Club di Hong Kong, dove siede nel consiglio direttivo (Board of governors). L'analista capo invece è Stan Ho, che ha lavorato per 10 anni in Fitch (come capo del settore finanziario asiatico, escluso il Giappone), mentre in precedenza ha accumulato esperienze in Centre Solutions, Bear Stearns, Merril Lynch e Credit Suisse. Nel consiglio consultivo invece siedono diversi ex primi ministri, il francese Dominique de Villepin, l'australiano Kevin Rudd e il pakistano Shaukat Aziz e l'ex ministro degli Esteri russo Igor Ivanov.