21 aprile 2019
Aggiornato 12:00
Il prodotto di latte Dop più famoso al mondo è in difficoltà

Confagricoltura: «Il Parmigiano va male? La colpa è del Consorzio, non solo delle sanzioni»

Allarme rosso per il Parmigiano Reggiano. Il prodotto di latte vaccino Dop più famoso al mondo è in difficoltà. Una brutta notizia, non solo per tutti i buongustai - italiani e stranieri -, ma anche e soprattutto per la nostra economia.

ROMA – Allarme rosso per il Parmigiano Reggiano. Il prodotto di latte vaccino Dop più famoso al mondo è in difficoltà. Una brutta notizia, non solo per tutti i buongustai - italiani e stranieri -, ma anche e soprattutto per la nostra economia.

CROLLANO I PREZZI DEL PARMIGIANO REGGIANO: E' CRISI DI SETTORE - Durante l'audizione della Commissione Agricoltura del Senato che si è svolta ieri, sono stati in molti a parlare. Innanzitutto il presidente del Consorzio di tutela del Parmigiano Reggiano, Giuseppe Alai, che ha evidenziato le difficoltà del settore riscontrando un grande interesse da parte dei senatori. Negli ultimi tre anni la produzione è cresciuta di circa il 10%, ma a fronte di un crollo significativo dei prezzi all'ingrosso: oggi un chilo di Parmigiano Reggiano costa circa 7 euro al chilo, un paio d'anni fa circa 11. Un trend negativo, che il Consorzio punta ad invertire, riducendo la produzione del 5% nel 2015: pari a 150.000 forme in meno sul mercato. Il presidente Alai ha anche sottolineato come il Parmigiano reggiano sia l'unico comparto di produzione del formaggio ad aver assegnato direttamente agli allevatori le quote latte da destinare alla sua trasformazione: attribuendo loro la libertà di scegliere se usarla per la produzione del prodotto vaccino Dop, destinarla ad altre lavorazioni o venderla a terzi.

CONFAGRICOLTURA ATTACCA IL CONSORZIO – Le intenzioni del Consorzio sembrano dunque ammirevoli, ma forse non sono sufficienti a far fronte a una crisi che ha colpito anche il meglio del nostro Made in Italy. «Le scelte di politica internazionale continuano a condizionare l'economia. E' il caso del Parmigiano Reggiano, la cui crisi di prezzo rispecchia, anche se con diverso impatto, quella di tutto il settore lattiero caseario, tra calo dei consumi e squilibri conseguenti all'embargo russo»: ha affermato il presidente di Confagricoltura Mario Guidi, nel corso della stessa audizione in Commissione Agricoltura del Senato, alla quale è intervenuto anche il Presidente del Consorzio. Confagricoltura ha posto in evidenza come la stragrande maggioranza dei formaggi Dop vaccini italiani stiano vivendo un serio momento di difficoltà, con diminuzioni dei prezzi che, per il Parmigiano Reggiano, proseguono da alcuni anni e che sono arrivati al 6-9% su base annua ed al 16-19% su base mensile – dati riferiti al mese di gennaio di quest'anno.

SERVONO NUOVE REGOLE PER RILANCIARE IL MADE IN ITALY - Di certo, le sanzioni contro la Russia hanno duramente colpito tutti i settori dell'export italiano, a cominciare dell'agroalimentare. E la crisi economica che ha attanagliato l'Europa – e l'Italia – strozza la domanda interna causando una drammatica flessione dei consumi nazionali. Tuttavia, il messaggio del Presidente di Confagricoltura è piuttosto chiaro: il Consorzio ha le sue responsabilità e ora deve fare la sua parte per contribuire a sconfiggere la crisi del Parmigiano Reggiano. «Le decisioni strategiche del comparto devono tenere conto delle esigenze degli allevatori in un quadro di regole che, forse, dopo tanti anni va riformato - ha sottolineato Mario Guidi. «Le quotazioni vanno alzate dove i mercati lo consentono, perché la politica dei prezzi bassi per un prodotto come il Parmigiano Reggiano non può reggere; va fatta poi una riflessione sul contenimento dei costi di produzione e sulla politica di promozione dei consumi sul mercato interno ed all'estero. Senz'altro - ha concluso il presidente di Confagricoltura - bisognerà continuare a spingere sull'export, differenziando la strategia di marketing in funzione delle diverse tipologie di prodotto ed eliminando le barriere tariffarie e non tariffarie, ad esempio cogliendo la prossima occasione dell'accordo TTIP tra USA ed UE. Il tutto con la consapevolezza che il Parmigiano Reggiano è un prodotto unico, ambasciatore del made in Italy nel mondo».