20 gennaio 2020
Aggiornato 17:30
La speculazione picchia, ma Mosca ha le risorse per reagire

L'orso russo sotto attacco pronto a difendere a caro prezzo la sua pelle

Le merci sugli scaffali sembrano destinate ad aumentare di prezzo vertiginosamente nel giro di pochissimo tempo e i russi cercano disperatamente di conservare il valore dei propri risparmi. Il futuro non sembra roseo nella madrepatria russa, eppure molti economisti ritengono che la situazione sia ancora sotto controllo, e che parlare di panico sia eccessivo.

MOSCA - In Russia è caos. Si allunga la fila davanti ai negozi per l'acquisto di molteplici prodotti: apparecchi elettronici, profumi francesi, champagne, ma anche automobili. Le merci sugli scaffali sembrano destinate ad aumentare di prezzo vertiginosamente nel giro di pochissimo tempo e i russi cercano disperatamente di conservare il valore dei propri risparmi. Il futuro non sembra roseo nella madrepatria russa, eppure molti economisti ritengono che la situazione sia ancora sotto controllo, e che parlare di panico sia eccessivo. Secondo gli analisti della compagnia VTB Capital, per esempio, la moneta russa avrebbe toccato il suo minimo storico il 16 dicembre, e sarebbe destinata a risalire progressivamente. Ma nella sola giornata di ieri, il dollaro è arrivato a 80,1 rubli e l'euro ha superato i 100 rubli. Col passare delle ore, i balzi del cambio del dollaro sono arrivati anche a 30 rubli. Poi, verso sera, la volatilità si è placata ed il rublo ha recuperato una parte delle perdite.

IL DUELLO - A discapito delle tasche dei russi, chi trae vantaggio dal caos dei mercati è soprattutto la speculazione finanziaria internazionale. L'altalena del tasso di cambio è infatti una manna dal cielo per gli speculatori, che agiscono sugli ampi margini di guadagno ancora esistenti, destabilizzando ulteriormente i mercati. Il duello tra la Banca Centrale russa e la speculazione internazionale è una sfida aperta e all'ultimo sangue, dall'esito imprevedibile. Sulle cause e sulle conseguenze dell'attuale caos valutario esistono opinioni molto divergenti. Secondo l'analista della banca Zenit, Vladimir Evstifeev, il crollo del rublo è il prezzo della decisione di averlo lasciato libero di fluttuare in una contingenza politico-economica internazionale particolarmente difficile e delicata. Ciò che si può fare a questo punto è limitarne la caduta aumentando il tasso d'interesse, al fine di ridurne la massa monetaria in circolazione e contrastare la sua svalutazione. Questa è la strada che ha intrapreso la Banca Centrale, che sta facendo tutto quanto in suo potere per far fronte alla situazione. Ma non è facile arginare la caduta della moneta russa.

SALGONO I TASSI - Gli speculatori stanno vendendo rubli e comprando dollari, nell'aspettativa di una ulteriore svalutazione della moneta russa - spesso utilizzando anche la leva finanziaria per incrementare esponenzialmente i loro guadagni - e in questo modo agiscono ulteriormente sul suo deprezzamento. Solo nel momento in cui il rublo dovesse riprendere a salire metterebbero fine ai loro interventi destabilizzanti sul mercato. E, rispetto a una delle armi più importanti che la Banca Centrale russa ha a disposizione per far fronte alla situazione - cioè quella di aumentare i tassi d'interesse (come accaduto durante l'attacco speculativo alla Svezia nel 1992 quando i tassi overnight furono portati al 500% per poche ore, al fine di scoraggiare gli speculatori finanziari) - c'è da dire che non è priva di effetti collaterali significativi. Questa scelta può avere pesanti ripercussioni sull'economia reale: poiché agire sui tassi causa una riduzione degli investimenti nazionali.

SI TEME PER IL PIL - Nel frattempo, mentre il duello tra gli speculatori e Putin è tutt'ora in corso, a pagarne le spese sono innanzitutto i consumatori russi, il cui paniere di beni è diventato più caro del 20% nel giro di una sola settimana. E temono che il loro futuro sia nero, perché seppure le stime ufficiali parlino solo di una leggera recessione per il 2015, i tecnici pronosticano un calo del prodotto interno lordo pari al 5%, se non addirittura più alto.

CAOS RUBLO, APPLE BLOCCA LE VENDITE - Ma la crisi del rublo colpisce anche Apple. Il colosso americano ha bloccato le vendite online a causa della fluttuazione eccessiva della moneta russa, che in questi giorni ha perso fino al 19% sul dollaro a causa delle sanzioni per la crisi in Ucraina e il crollo del prezzo del petrolio. «Il nostro negozio online in Russia non è raggiungibile mentre stiamo cambiando i prezzi», ha detto Alan Hely in una nota via mail inviata a Bloomberg News. «Ci scusiamo con i clienti per l'inconveniente». Apple aveva già cercato di gestire il deprezzamento del rublo. Il mese scorso aveva aumentato il prezzo dell'iPhone 6 del 25%.