24 agosto 2019
Aggiornato 07:00
L'intervista al Corriere della Sera

De Benedetti: Renzi è intelligente, Berlusconi è furbo

In occasione del suo ottantesimo compleanno, il quotidiano dedica all'ingegnere una lunga intervista. E De Benedetti dice la sua su Renzi, su Berlusconi, sulla situazione economica e sul futuro dell'Italia e dell'Europa

ROMA - Il bilancio al compimento dell'ottantesimo anno di Carlo De Benedetti, presidente del Gruppo l'Espresso, è assolutamente positivo. L'ingegnere non si rimprovera nulla, nè sul caso Olivetti, nè sulle tangenti pagate. E nella sua intervista al Corriere, che ha già fatto molto discutere, si esprime su diversi argomenti: da Renzi, alla crisi economica, alle elezioni.

RENZI FUORICLASSE«Mi sono ricreduto. Renzi è un fuoriclasse». Così il neo-ottantenne De Benedetti sul premier. Varie, le qualità che il presidente del Gruppo l'Espresso ammira in Renzi: «Innanzitutto, è molto intelligente», mentre «Berlusconi è furbo». Inoltre, «L’energia: non ne ho mai vista tanta in un politico. Forse si può fare un paragone con il Fanfani degli Anni ’50. L’empatia. Dicono che Renzi ricordi Craxi, per decisionismo e abilità politica; Craxi però era antipatico. E poi Renzi è una spugna. Di economia non sa molto; ma in un attimo assorbe tutto. È veloce e spregiudicato». Nessuna esitazione neppure sul famigerato Patto del Nazareno: «Il premier ha fatto benissimo a stringerlo e Berlusconi per sopravvivere non poteva fare altro. E’ innamorato di Renzi e disgustato dal suo partito».

MANOVRA NON RISOLUTIVA - Idee chiare anche sull'economia: «Questa manovra non è risolutiva; il vincolo del 3% è incompatibile con riforme vere. E le riforme senza soldi non si fanno. Il premier dovrebbe fare come Gerhard Schröder, quando ottenne di sforare i parametri per tre anni. Oggi Renzi non se la sente; ma sono certo che, quando avrà avviato le riforme, lo farà. Fino ad allora, l’Italia non uscirà da recessione e deflazione». Tutt'altro che rosea, per De Benedetti, anche la situazione economica dell'Unione europea: «Sono pessimista sulla tenuta tenuta economica europea. E condivido quanto sostiene Larry Summers: ci attende una stagnazione secolare – è la previsione – la distruzione del ceto medio creerà una società con pochi ricchi, molti poveri e molti eroi che cercheranno di costruire una famiglia con 1.500 euro al mese». E sugli 80 euro affonda: «sono stati un brillante spot elettorale. Ma è difficile pensare che rimettano in moto l’economia. Detto qusto, Renzi è l’unico che possa riportare l’Italia al suo standard».

STEVE JOBS? L'EUROPA INTERA HA PERSO UN'OCCASIONE - Confermata la leggenda del «gran rifiuto» alla richiesta di Steve Jobs di investire nella Apple. «Steve mi propose di rilevare il 20 % della sua società per 30 milioni di dollari. Me ne andai. Oggi quella quota varrebbe 100 miliardi. Ma quella partita non la persi solo io, la perse l'industria europea che sulle nuove tecnologie ha perso un pezzo di futuro».

ELEZIONI A PRIMAVERA - Alla domanda del giornalista sulla data delle prossime elezioni, De Benedetti risponde che si voterà «Nella primavera 2015. Dopo che il 31 dicembre Napolitano si sarà dimesso». E in merito al nuovo presidente della Repubblica, De Benedetti ne elenca le caratteristiche, ma non azzarda il nome: «Posso dire quali connotati dovrà avere, coniugando realismo e aspirazione. Renzi non lascerà che sia eletto qualcuno che distragga l’attenzione da lui. Ma il presidente dovrà essere un politico dal grande profilo istituzionale, che conosca a fondo il funzionamento delle Camere».

IL DESTINO DI RENZI E DELL'EUROPA LO DECIDE L'ECONOMIA - Per l'ingegnere, la sorte di Renzi sarà decisa dall'economia, e dal suo coraggio di «sfondare gli assurdi parametri di Maastricht». E alla domanda se l'Europa durerà, De Benedetti cita Bob Dylan e il suo motto: «è tempo di cambiare il mondo»: «Davanti a noi abbiamo due problemi: la deflazione e la recessione; non stiamo combattendo nè l'una nè l'altra. L'Europa è dominata da spinte nazionalistiche, e in Germania c'è la Merkel, non Kohl. Se alle prossime elezioni greche vince Tsipras, per l'euro saranno giorni durissimi, e a quel punto si dovrà cambiare per forza. Ma non so se nella direzione giusta».