19 agosto 2019
Aggiornato 12:00
Arrivano i fondi europei

Delrio: «Investiamo al Sud i soldi dell'UE»

Graziano Delrio presenta l'Accordo di partenariato 2014-2020: quarantaquattro miliardi da spendere nei prossimi sette anni, evitando "interventi a pioggia" ma puntando sulla "pianificazione strategica dei settori di intervento", per raggiungere una crescita "inclusiva, efficiente e sostenibile" e per dare un contributo all'obiettivo di far ripartire il Paese.

ROMA - Quarantaquattro miliardi da spendere nei prossimi sette anni, evitando «interventi a pioggia» ma puntando sulla «pianificazione strategica dei settori di intervento», per raggiungere una crescita «inclusiva, efficiente e sostenibile» e per dare un contributo all'obiettivo di far ripartire il Paese. Graziano Delrio presenta così l'Accordo di partenariato 2014-2020 per l'utilizzo dei fondi comunitari: appunto 44 miliardi di euro, di cui 22,2 destinati alle regioni del Sud.

NON POSSIAMO SPRECARE L'OCCASIONE - E stavolta, è il messaggio che il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio lancia agli amministratori locali, «non possiamo sprecare l'occasione», commettendo gli stessi errori del passato. Per questo il governo, ha ricordato Delrio, ha rafforzato la capacità amministrativa con l'obiettivo di arrivare a «piani, progetti e cronoprogrammi affidabili» e superare così «le difficoltà incontrate nelle programmazioni precedenti». Un rafforzamento che passa dalla creazione dell'Agenzia per la Coesione che proprio oggi «diventa operativa» grazie alla firma dei decreti attuativi.

NON SAREMO PIU' IL PAESE DELLE PROROGHE - Non solo: Delrio assicura che il governo eserciterà i poteri sostitutivi previsti dallo Sblocca Italia per sostituire le autorità di gestione inadempienti, e - partendo da una domanda sulla vicenda che in Campania ha visto un generale dei Carabinieri in pensione dimettersi da consulente perché non gli veniva dato accesso alle informazioni per verificare la regolarità dell'utilizzo dei fondi - garantisce che «la legalità e la trasparenza saranno fondamentali». Un approccio che si traduce nella «rivoluzione» che Delrio ha promesso per la gestione dei fondi di cofinanziamento: saranno assegnati solo in presenza di progetti concreti, per evitare di tenere bloccate risorse in attesa di progetti che non si realizzano. «Non sottraiamo soldi, ma se dopo una certa data un progetto finanziato non parte, li riprogrammiamo su altri obiettivi: non possiamo essere il Paese delle proroghe». E senza che il Patto di Stabilità, «interno o europeo», possa costituire un ostacolo: «Padoan ha garantito che non sarà un ostacolo».

LA PRIORITA' VA AL MEZZOGIORNO - La priorità va ovviamente al Mezzogiorno, che avrà più della metà dei fondi: «Come la Germania con la Germania Est, noi abbiamo un problema di unificazione del Mezzogiorno: ha grande capitale umano, ma sta un passo indietro. Solo se cresce il Pil del Sud cresce il Pil del Paese: ma non basta spendere, bisogna spendere bene per vincere la sfida». Anche per questo il governo vuole anticipare la presentazione dei piani prevista per il 2016: «Stiamo facendo una buona programmazione, contiamo di anticipare di circa un anno quello che l'Europa ci richiede». L'ultima notazione è per l'utilizzo dei fondi 2007-2014: «Al 31 ottobre sono al 62%. Siamo in linea con i target nazionali che ci eravamo dati ma siamo sfidati in questo mese e mezzo ad arrivare al 70%, che è l'obiettivo a dicembre 2014. E poi serve un incremento notevole di spesa per non perdere quei 7-8 miliardi che rischiamo di perdere se non diamo un'accelerata. Negli ultimi mesi abbiamo recuperato, quindi sono molto fiducioso».