20 gennaio 2020
Aggiornato 00:30
Riforma del lavoro

Angeletti: tutti in piazza per l'articolo 18

Parlando dell'emendamento alla delega lavoro presentato dal Governo, il leader della Uil ha sottolineato che: «Se vedremo decreti attuativi, non restermo inerti«. Sul tavolo del sindacato ci sono tutte le opzioni, dal referendum allo sciopero.

REGGIO CALABRIA - Se ci sarà un intervento sull'articolo 18 dello Statuto dei lavoratori la Uil reagirà, mettendo in campo tutte le opzioni sul tavolo: dallo sciopero fino al referendum abrogativo. Lo ha detto il segretario generale Luigi Angeletti a margine del congresso dei metalmeccanici della Uilm.

ANGELETTI: IL SINDACATO NON RESTERÀ INERTE - Parlando dell'emendamento alla delega lavoro presentato dal Governo, il leader della Uil ha sottolineato che si tratta di «una delega abbastanza generale, vedremo se diventerà legge e come si tramuterà nei decreti attuativi. Sono convinto che dell'articolo 18 nei prossimi mesi non se ne parlerà». Tuttavia, il Governo «deve far vedere che fa qualcosa» e se sarà toccato l'articolo 18 «il sindacato però non resterà inerte - ha affermato Angeletti - non ci pensiamo proprio». Se quindi l'emendamento del Governo dovesse diventare legge «faremo qualcosa - ha concluso - vedremo cosa, ma non resteremo inerti. Sul tavolo ci sono tutte le opzioni, dallo sciopero al referendum abrogativo. Vedremo quale sarà quella più proficua. Dipenderà dal tipo di norma e quanto è pericolosa».

RENZI NON CI PRENDA IN GIRO - Intervenendo al congresso della Uilm, Angeletti ha poi detto che «il Governo deve fare le riforme che promette di fare. La debolezza di Renzi è tutta lì. Sembrava che facesse un bel decreto per abolire l'art. 18. Non lo ha fatto e non lo farà. Primo perché sarebbe una stupidaggine, non ha nessun senso con la realtà e non risolve nulla. Poi banalmente perché non ha la forza». Il leader della Uil ha ricordato che con la riforma della P.A., «che cambierebbe davvero l'Italia», il Governo «si è limitato al taglio dei permessi sindacali». Ora però i sindacati devono «spingere per un confronto col Governo perché faccia le riforme che servono. Il paese è bloccato - ha aggiunto - non ci frega nulla se ci convoca o meno. Non ci deve prendere in giro, a me interessa che risolva i problemi e faccia le riforme».