6 dicembre 2019
Aggiornato 15:31
Commercio estero

La crisi Ucraina «zavorra» gli scambi Italia-Russia: -23,3% a marzo

Frena l'interscambio tra Italia e Unione doganale (Russia, Bielorussia e Kazakistan) che chiude il primo trimestre di quest'anno con un dato in flessione del 14,5%, per un valore di 7,6mld di euro contro gli 8,9mld dello stesso periodo del 2013.

ROMA - Frena l'interscambio tra Italia e Unione doganale (Russia, Bielorussia e Kazakistan) che chiude il primo trimestre di quest'anno con un dato in flessione del 14,5%, per un valore di 7,6mld di euro contro gli 8,9mld dello stesso periodo del 2013.
A pesare maggiormente sul dato trimestrale della bilancia commerciale (che ha chiuso il 2013 con 35,9mld di euro, +4,3%), il calo degli scambi con la Russia registrati nel mese di marzo: -23,3% rispetto a marzo 2013. Il parziale mutamento di scenario con il nostro partner commerciale è emerso oggi a Roma all'apertura dell'incontro «Il clima di investimento, giuridico e fiscale nei Paesi dell'Unione doganale», organizzato dall'Associazione Conoscere Eurasia con Network Globale - Agenzia per l'internazionalizzazione - in collaborazione con Intesa Sanpaolo, Banca Intesa Russia e lo Studio legale Bonelli Erede Pappalardo.

RIPARTIRE DAL BUSINESS - Un ridimensionamento, quello degli scambi commerciali, frutto del propagarsi della crisi russo-ucraina a livello internazionale che, proprio da marzo di quest'anno, ha inciso fortemente sulle relazioni economiche italo-russe. «In questo particolare momento di instabilità geopolitica occorre ripartire dal business - ha detto Antonio Fallico, presidente dell'Associazione Conoscere Eurasia e di Banca Intesa Russia - che può contribuire ad instaurare un clima di distensione. Ora è necessario lavorare per garantire la prosecuzione degli scambi con l'Unione doganale che dal 1 gennaio 2015 diventerà Unione Economica Eurasiatica. Un possibile terzo polo geostrategico mondiale, accanto a Stati Uniti e Unione Europea, che vedrà presto l'ingresso dell'Armenia e che ha già incassato l'interesse di Kirghizistan, Tagikistan, India, Israele, Turchia e Nuova Zelanda e a cui la Cina guarda con attenzione».

MUCCHETTI: LE SANZIONI LE VOGLIONO CHI HA POCHI SCAMBI - «Sanzioni alla Russia? La mia sensazione è che i Paesi che le vogliono hanno una quantità limitata di scambi commerciali con Mosca. L'Italia invece no, è la quarta nazione per l'interscambio commerciale con la Russia e nei confini dai quali passa il burro è meno facile che passino i cannoni». Lo ha detto Massimo Mucchetti (presidente 10^ Commissione Permanente Industria, Commercio e Turismo del Senato), nel corso del Seminario sugli investimenti nei paesi dell'Unione Doganale. «L'adesione della Russia al Wto - ha proseguito Mucchetti - potrà essere di aiuto per migliorare le politiche commerciali tra Mosca e Bruxelles: deve essere rivista la politica dei dazi e delle barriere non tariffabili che complicano notevolmente le cose, nonostante dal 2005 a oggi gli scambi con i 3 paesi dell'Unione Doganale (Russia, Bielorussia e Kazakistan) siano cresciuti del 76%, per un valore attuale di 36mld di euro annui».

BOCCIA: ITALIA INESISTENTE - «Nella vicenda russo-ucraina l'Italia non c'è stata, ha inseguito la reazione americana e basta. Fatico a capire come si possano difendere così i nostri interessi economici». Lo ha detto Francesco Boccia, presidente della V Commissione, Bilancio, Tesoro e Programmazione della Camera, nel corso del seminario sugli investimenti nei paesi dell'Unione Doganale dell'Associazione Conoscere Eurasia e Network Globale.
«La nostra classe dirigente - ha aggiunto Boccia riferendosi alla nascita dell'Unione Eurasiatica - ha un'occasione unica: dal 1 gennaio 2015 dipenderà da noi se si potrà tornare a una cooperazione, e l'Italia deve essere punto di riferimento per un pezzo di mondo culturalmente a noi molto più vicino di quanto si pensi».