12 marzo 2026
Aggiornato 11:39
Industria

Confindustria presenta le 10 priorità «per un'Europa della crescita»

Gli industriali hanno realizzato un manifesto contro il «diffuso euroscetticismo» e hanno proposto all'UE di intraprendere con «decisione il cammino della ripresa» e favorire l'occupazione

ROMA – Confindustria ha presentato un manifesto contenente le 10 priorità «per un'Europa della crescita». Gli industriali rispondono al «diffuso euroscetticismo» e hanno proposto all'Ue di intraprendere con «decisione il cammino della ripresa» e favorire l'occupazione.

RISCHI DI USCIRE DALL'EURO - Per viale dell'Astronomia questo sarà l'anno «decisivo». Il presidente Giorgio Squinzi, dice «no» ad un'Europa di solo rigore. Occorre che l'Unione europea punti anche sulla crescita. Per questo Squinzi è favorevole a concedere margini di flessibilità ai paesi che mettono in campo un robusto programma di riforme strutturali. E «se il governo continuerà ad impegnarsi in questa direzione noi daremo tutto il nostro appoggio». Il numero uno di Confindustria avverte: «L'uscita dall'euro provocherebbe un arretramento di 30-40 anni nei livelli di vita». Il decalogo degli industriali prevede innanzitutto di andare «oltre il dogma dell'austerità» con «politiche economiche e fiscali per la crescita».

I 10 PUNTI - Bisogna - secondo punto del manifesto - «partire dall'industria per rilanciare l'Unione europea». Politiche energetiche, climatiche e ambientali «realistiche, coerenti ed efficaci», è la terza priorità. Quarto punto, «la Ricerca e l'Innovazione». Bisogna, poi, «pensare in piccolo per fare in grande»: per promuovere la competitività delle pmi. Sesta priorità è «riportare il manifatturiero al centro della programmazione dei Fondi strutturali». Settimo punto il rafforzamento del mercato unico «per competere a livello globale». L'ottava priorità è «investire nelle reti per collegare merci, dati e consumatori e dare rapida attuazione all'agenda digitale». Occorre - è il nono punto - una «politica commerciale a sostegno del tessuto industriale europeo». Infine l'Europa deve giocare un «ruolo decisivo nello sviluppo di un modello sociale moderno».