24 settembre 2020
Aggiornato 23:00
I dati dell'ISTAT

Pressione fiscale alle stelle: nei primi 6 mesi del 2013 è volata al 43,8%

L'istituto di statistica: «Lo Stato ha incassato il 2,9% in più. In flessione il rapporto deficit/Pil al 4,1 (-0,3% sul 2012), sceso potere d'acquisto delle famiglie (-1,7%) e i loro consumi giù dell'1,8%»

ROMA - Pressione fiscale ai massimi storici: nel secondo trimestre del 2013 è volata al al 43,8 per cento, risultando superiore di 1,3 punti percentuali rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente. Lo ha comunicato l'Istat.

CRESCONO ENTRATE STATO - L'istituto di statistica ha rilevato che le entrate totali dello Stato sono cresciute, in termini tendenziali, del 2,9 per cento nel secondo trimestre del 2013; la loro incidenza sul Pil è stata del 48,3 per cento (46,3% nel corrispondente trimestre del 2012). Nei primi due trimestri del 2013 invece, le entrate totali sono aumentate dell'1,5 0per cento in termini tendenziali, con un'incidenza sul Pil del 45,5 per cento (44,2% nel corrispondente periodo del 2012).

AUMENTANO USCITE STATO - Nel secondo trimestre 2013, le uscite totali per le casse dello Stato sono aumentate, in termini tendenziali, dello 0,3 per cento; la loro incidenza rispetto al Pil è del 49,3 per cento (48,5% nel corrispondente trimestre dell'anno precedente). Le uscite correnti sono aumentate dello 0,7 per cento (+1,8% al netto della spesa per interessi), mentre quelle in conto capitale sono diminuite del 5,6 per cento. Nei primi due trimestri del 2013 le uscite totali sono risultate pari al 49,6 per cento del Pil (48,6% nel corrispondente periodo del 2012).

DEFICIT PIL A 4,1% - L'Istat ha registrato una flessione del rapporto deficit/Pil: nel primo semestre del 2013 è calato al 4,1 per cento, con una diminuzione di 0,3 punti percentuali rispetto al corrispondente periodo dell'anno precedente. Nel secondo trimestre 2013 l'indebitamento netto delle amministrazioni pubbliche in rapporto al Pil (dati grezzi) è stato pari all'1 per cento, inferiore di 1,2 punti percentuali rispetto a quello misurato nel corrispondente trimestre del 2012.

SCENDE POTERE ACQUISTO FAMIGLIE - L'istituto ha constatato che è continuato a scendere il potere d'acquisto delle famiglie italiane. Nei primi sei mesi del 2013, nei confronti dello stesso periodo del 2012, il dato ha registrato una flessione dell'1,7 per cento.
Tenuto conto dell'inflazione, il potere di acquisto delle famiglie consumatrici nel secondo trimestre del 2013 si è ridotto dello 0,7 per cento rispetto al trimestre precedente e dell'1,3 per cento nei confronti del secondo trimestre del 2012.

CALA PROPENSIONE RISPARMIO - La propensione al risparmio delle famiglie consumatrici, misurata al netto della stagionalità, è stata pari al 9,4 per cento, in diminuzione di 0,2 punti percentuali rispetto al trimestre precedente ma in aumento di 1,7 punti percentuali rispetto al corrispondente periodo del 2012.

DIMINUITI CONSUMI - La spesa delle famiglie per consumi finali, espressa in valori correnti, è diminuita dello 0,3 per cento rispetto al trimestre precedente e dell'1,8 per cento rispetto al corrispondente periodo del 2012.
Infine l'Istat ha registrato che il tasso di investimento delle famiglie è stato pari al 6,3 per cento, invariato rispetto al primo trimestre del 2013 ma in diminuzione di 0,3 punti percentuali nei confronti del secondo trimestre del 2012.