22 settembre 2020
Aggiornato 17:30
Telecomunicazioni

I sindacati chiedono un incontro urgente al governo sulla cessione Telecom

Camusso (Cgil): «Una svendita ad un operatore straniero che è pieno di debiti», Bonanni (Cisl): «C'è stato un inizio di liberalizzazioni e privatizzazioni da manuale, da manuale di rapina» Angeletti: «penso verrà privilegiata l'occupazione della Spagna»

ROMA - I segretari generali di Cgil, Cisl e Uil, Susanna Camusso, Raffaele Bonanni e Luigi Angeletti, hanno inviato oggi una lettera al presidente del Consiglio, Enrico Letta, e al ministro dello Sviluppo Economico, Flavio Zanonato per chiedere un incontro sulla cessione Telecom alla spagnola Telefonica.

INCONTRO URGENTE - «La modifica dell'azionariato di Telecom Italia - è scritto nella missiva - provoca conseguenze rilevantissime su tutto il comparto delle telecomunicazioni, settore strategico per il futuro del nostro Paese. Siamo a richiederle un urgente incontro per un esame della situazione in vista dell'adozione delle misure necessarie».

CGIL, SVENDITA PREOCCUPANTE - «Siamo preoccupati» per il caso Telecom «perché si tratta di una svendita, un'azienda importante svenduta ad un operatore telefonico straniero che è pieno di debiti, che è conflittuale rispetto agli asset sudamericani di Telecom, e soprattutto perché saremo l'unico Paese europeo che non ha più la proprietà della rete e non ha più una grande azienda di telecomunicazioni». Ha esordito il segretario generale della Cgil Camusso, al Gr3 Rai.

LAVORATORI A RISCHIO - Camusso ha aggiunto di essere preoccupata soprattutto per le ricadute occupazionali: «Telecom è un'impresa molto importante per dimensioni, che ha già pagato un altissimo prezzo occupazionale al modo in cui furono fatte le privatizzazioni, e che vedrebbe di nuovo grandemente a rischio l'occupazione, le professionalità e le prospettive dei lavoratori».
Dalla Cgil hanno ricordato che vicende come Telecom e Alitalia stanno neutralizzando gli sforzi del governo nell'attrazione degli investimenti stranieri: «Questi non sono investimenti, sono cessioni e svendite di importanti parti del sistema delle reti italiano».

CONTINUIAMO A FARE MALE PRIVATIZZAZIONI - Quanto al governo, la sindacalista lo ha richiamato all'azione: «La cosa più grave è che il governo non esercita la sua funzione di golden share: le privatizzazioni furono fatte male ma mi pare che si continui a perseverare nell'errore».

CISL, CESSIONE DA MANUALE...DI RAPINA - «Di fatto è una svendita, ma non poteva che andare a finire così. C'è stato un inizio di liberalizzazioni e privatizzazioni da manuale, da manuale di rapina», ha commentato il leader della Cisl Bonanni, commentando il rafforzamento di Telefonica in Telco, la holding di controllo di Telecom.

RETE DEVE RIMANERE PUBBLICA - A margine di un convegno del sindacato europeo, Bonanni ha poi manifestato preoccupazioni per il fronte occupazionale: «Certamente un accorpamento di questo tipo comporta piani industriali che potranno falcidiare i posti di lavoro. Il governo deve rendere conto di questo. Letta ha detto che è un fatto di un'azienda privata, ma è privata per modo di dire. La rete - ha concluso Bonanni - deve essere in mano pubblica. È un interesse pubblico notevole e non c'è un grande paese nel mondo che perde le telecomunicazioni».

UIL, SPAGNOLI PRIVILEGERANNO LORO LAVORATORI - «Le rassicurazioni non valgono assolutamente nulla». Il segretario generale della Uil Angeletti ha commentato le prime dichiarazioni del premier Enrico Letta, in merito alle ricadute occupazionali nella vicenda Telecom.
«Quando dovranno decidere cosa vendere e dove fare gli investimenti - ha risposto Angeletti a Radio anch'io - penso che verrà privilegiata, come noi pretenderemmo a parti invertite, l'occupazione della Spagna, piuttosto che quella dell'Italia, del Brasile o dell'Argentina».