22 ottobre 2019
Aggiornato 17:30
Turismo

I cinesi sono i turisti più «spendaccioni»

Secondo Hotels.com la Repubblica Popolare ha superato la Germania e gli Stati Uniti nella classifica dei «big spender» nel settore dei viaggi, con una spesa di 102 miliardi di dollari in tour internazionali nel 2012 e un incremento del 40% rispetto al 2011

PECHINO - La Cina ha superato la Germania e gli Stati Uniti nella classifica dei «big spender» nel settore dei viaggi, con una spesa di 102 miliardi di dollari in vacanze all'estero nel 2012 e un incremento del 40 per cento rispetto al 2011.

Il Citm (Chinese International Travel Monitor) annuale di Hotels.com, sito per la prenotazione di hotel online, ha rivelato inoltre cambiamenti significativi nei comportamenti dei viaggiatori cinesi e nel modo in cui l'industria alberghiera sta reagendo ad essi. Il report di Hotels.com, basato su un sondaggio effettuato su più di 3mila viaggiatori cinesi e oltre mille 500 strutture alberghiere in tutto il mondo, evidenzia che il 75 per cento degli albergatori ha dichiarato che i viaggiatori provenienti dalla Cina rappresentano il 5 per cento del loro business e il 45 per cento dice di aver registrato un incremento nel numero di ospiti cinesi rispetto all'anno scorso (i maggiori aumenti sono stati registrati nei Paesi dell'Asia e del Pacifico, con un +61%). Per gli albergatori, quello dei turisti provenienti dalla Cina sarà un mercato in crescita nei prossimi tre anni: uno su 10 dichiara infatti di aspettarsi un aumento dei viaggiatori cinesi di più del 50 per cento, mentre circa la metà degli intervistati prevede un aumento tra l'11 e il 50 per cento.

COME VIAGGIANO - Secondo l'analisi di Hotels.com, la maggior parte (96%) dei viaggi all'estero dei viaggiatori cinesi sono stati viaggi di piacere, mentre circa la metà (52%) ha coniugato anche scopi lavorativi o scolastici.
Con un trend in crescita, il 62 per cento dei viaggiatori cinesi preferisce viaggi indipendenti, al di fuori di gruppi organizzati. Questa tendenza è stata confermata anche dagli albergatori intervistati, che hanno dichiarato che oggi il 70 per cento degli ospiti cinesi viaggia in modo indipendente, in aumento rispetto alla percentuale fatta registrare nell'edizione precedente.

Per Johan Svanstrom, Managing Director di Hotels.com nell'area Asia-Pacifico, «l'edizione 2013 del Chinese International Travel Monitor (CITM) mostra che la tendenza ad effettuare viaggi indipendenti individuata nell'edizione precedente è ora una realtà per la maggior parte dei viaggiatori cinesi. Nonostante i passi avanti fatti in quest'ambito, i governi dovranno tenere questo fattore in considerazione nella definizione delle regole per le richieste di visti».
Evidenziando uno scollamento tra i desideri dei viaggiatori Cinesi e l'offerta degli albergatori, il 25 per cento dei gestori degli hotel dichiara di offrire formazione culturale per il proprio staff, ma solo uno su 10 (11%) offre materiali di benvenuto in Mandarino. Inoltre, a livello globale, poco più della metà degli hotel (56%) ha investito meno di 10mila dollari nello sviluppo di programmi e prodotti dedicati specificamente agli ospiti cinesi negli ultimi 12 mesi.

NEL BELPAESE - In Italia l'accordo stretto nel 2012 tra il ministero degli Affari Esteri e l'Enit, al fine di velocizzare le procedure di rilascio dei visti turistici nei Paesi dell'area BRIC (Brasile, Russia, India, Cina), ha favorito l'accesso di cittadini cinesi nel Paese.

Il 75 per cento degli intervistati però pensa che gli albergatori dovrebbero fare dei passi avanti per quanto riguarda l'offerta di materiali tradotti, come ad esempio brochure di benvenuto, siti web, programmi tv e quotidiani, mentre il 42 per cento vorrebbe che lo staff dell'hotel parlasse Mandarino.