29 agosto 2025
Aggiornato 14:00
La denuncia di un berlinese

Io ai lavori forzati per IKEA

Appena venticinque anni fa Dirk Maschke si trovava nelle carceri della Ddr, l'ex Germania est, come prigioniero politico ed era costretto - ha raccontato il berlinese 48enne allo Spiegel online - ai lavori forzati per Ikea

BERLINO - Appena venticinque anni fa Dirk Maschke si trovava nelle carceri della Ddr, l'ex Germania est, come prigioniero politico ed era costretto - ha raccontato il berlinese 48enne allo Spiegel online - ai lavori forzati per Ikea. Le botte e le vessazioni subite lo inseguono ancora oggi, soprattutto nei sogni e quando gli tocca un trasloco.

Condannato a 19 anni di prigione - La Stasi, la temuta ex polizia segreta della Germania comunista, lo aveva ascoltato per ore prima di sbatterlo in custodia cautelare e non è passato molto tempo da quando ha incontrato il suo carceriere nel quartiere dove abita e così ha cambiato casa.
Ancora un'ironia del destino: meno di un mese fa ha aperto un nuovo punto vendita di Ikea non lontano dalla sua nuova abitazione. Lui non ci ha mai messo piede e ancora oggi gli vengono i sudori se deve smontare un armadio. Quando si trovava nel carcere preventivo - ha raccontato - aveva 22 anni e allora fu condannato a 19 anni di prigione con l'accusa di avere «causato danni alle istituzioni dello Stato con la sua attività».

Accordo firmato nel 1987 - L'accordo, secondo quanto emerge dagli archivi della Stasi (i servizi segreti), sarebbe stato firmato nel settembre 1987 in occasione di una visita di una delegazione tedesco orientale a Cuba. Un mese dopo la visita, a Berlino est sarebbe stato sottoscritto un contratto tra il governo cubano e Ikea Trading Berlin, la succursale dell'azienda nella Germania dell'Est. Il contratto firmato a Cuba avrebbe previsto che nelle carceri cubane venissero realizzati 35.000 tavoli da pranzo, 10.000 tavoli per bambini e 4000 salottini componibili.