Io ai lavori forzati per IKEA
Appena venticinque anni fa Dirk Maschke si trovava nelle carceri della Ddr, l'ex Germania est, come prigioniero politico ed era costretto - ha raccontato il berlinese 48enne allo Spiegel online - ai lavori forzati per Ikea
BERLINO - Appena venticinque anni fa Dirk Maschke si trovava nelle carceri della Ddr, l'ex Germania est, come prigioniero politico ed era costretto - ha raccontato il berlinese 48enne allo Spiegel online - ai lavori forzati per Ikea. Le botte e le vessazioni subite lo inseguono ancora oggi, soprattutto nei sogni e quando gli tocca un trasloco.
Condannato a 19 anni di prigione - La Stasi, la temuta ex polizia segreta della Germania comunista, lo aveva ascoltato per ore prima di sbatterlo in custodia cautelare e non è passato molto tempo da quando ha incontrato il suo carceriere nel quartiere dove abita e così ha cambiato casa.
Ancora un'ironia del destino: meno di un mese fa ha aperto un nuovo punto vendita di Ikea non lontano dalla sua nuova abitazione. Lui non ci ha mai messo piede e ancora oggi gli vengono i sudori se deve smontare un armadio. Quando si trovava nel carcere preventivo - ha raccontato - aveva 22 anni e allora fu condannato a 19 anni di prigione con l'accusa di avere «causato danni alle istituzioni dello Stato con la sua attività».
Accordo firmato nel 1987 - L'accordo, secondo quanto emerge dagli archivi della Stasi (i servizi segreti), sarebbe stato firmato nel settembre 1987 in occasione di una visita di una delegazione tedesco orientale a Cuba. Un mese dopo la visita, a Berlino est sarebbe stato sottoscritto un contratto tra il governo cubano e Ikea Trading Berlin, la succursale dell'azienda nella Germania dell'Est. Il contratto firmato a Cuba avrebbe previsto che nelle carceri cubane venissero realizzati 35.000 tavoli da pranzo, 10.000 tavoli per bambini e 4000 salottini componibili.
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