31 agosto 2025
Aggiornato 04:30
La riforma delle pensioni Monti-Fornero

Pensioni: Damiano, non lasciare gli esodati senza reddito

Il capogruppo del PD in commissione lavoro alla Camera: Non partecipiamo alla battaglia dei numeri. Nerozzi: Esodati e ricongiunzione questioni non chiuse. D'Antoni: Governo dia risposte a esodati. Fassina (PD): Emergenza sociale, Governo trovi risorse

ROMA - Non bisogna lasciare gli «esodati» senza reddito e il Pd non intende partecipare alla «battaglia dei numeri». Lo ha detto Cesare Damiano, capogruppo Pd in commissione Lavoro alla Camera: «Stiamo assistendo ad una girandola di dichiarazioni a proposito dei cosiddetti esodati. Non partecipiamo alla battaglia dei numeri perché, anche quando c'è un'evidente discordanza tra quelli forniti dall'Inps e quelli del ministro, c'è sempre una spiegazione che aggiusta tutto. Infatti, dall'Inps si chiarisce che i 130 mila in mobilità esodati e licenziati individuali, ai quali si somma il milione e 400 mila lavoratori che hanno effettuato versamenti volontari, rappresentano una 'platea potenziale'. I 65 mila del ministero - ha aggiunto - sarebbero, di conseguenza, quelli immediatamente coinvolti».
Ha aggiunto Damiano: «Se il governo è così sicuro delle sue cifre, che a noi paiono largamente sottostimate, per le quali ha già stanziato le risorse, non ha nulla da temere. E' sufficiente inserire nell'attuale normativa una clausola di automatico finanziamento a copertura di quei lavoratori, oltre i 65 mila previsti, che dovessero rientrare nel diritto di percepire la pensione secondo le vecchie regole ante-riforma. E' stata importante la manifestazione unitaria del sindacato sul tema delle pensioni i cui contenuti sono da noi totalmente condivisi».

Nerozzi: Esodati e ricongiunzione questioni non chiuse - «Le lavoratrici e i lavoratori che sono usciti dal lavoro a seguito di accordi sindacali o con le imprese per agevolare i processi di ristrutturazione aziendale e per aiutare i più giovani in difficoltà occupazionale non possono ora restare senza pensione o senza alcun ammortizzatore sociale». Lo afferma in una nota il senatore del Pd Paolo Nerozzi che questa mattina, a Roma, ha partecipato alla manifestazione contro la riforma delle pensioni di Cgil, Cisl e Uil.
«Quella delle pensioni - aggiunge Nerozzi - è una riforma che non può tradire la generosità e il sacrificio delle lavoratrici e dei lavoratori che non hanno abbandonato volontariamente il posto di lavoro. Il problema non è nel 'numero' di quanti sono in questa situazione, e 65.000, tra l'altro, non è una cifra credibile visto che pure l'Inps dà cifre diverse. Ma è nell'equità. Così come è una questione di equità la necessaria soluzione del problema della ricongiunzione onerosa».
«Vedere in piazza pensionati e lavoratori tanto angosciati per il loro futuro e quello delle loro famiglie è straziante e fa male a questo Paese. Ho manifestato con i pensionati e i lavoratori con Cgil, Cisl e Uil - conclude Nerozzi - anche per dire al Governo che problema degli esodati e della ricongiunzione onerosa non è affatto chiuso».

D'Antoni: Governo dia risposte a esodati - Il Governo deve dare «risposte» ai lavoratori 'esodati'. Lo ha chiesto Sergio D'Antoni, responsabile delle politiche del Pd sul territorio. «Il governo ascolti bene le voci che si sono levate da Roma e, ora che finalmente conosce i numeri, dia risposte immediate e concrete agli esodati. L'unità sindacale deve essere vista dall'esecutivo come una grande occasione per riallacciare il filo del dialogo e puntare con convinzione a un nuovo patto sociale per la crescita, in cui nessuno deve essere lasciato solo».

Fassina (PD): Emergenza sociale, Governo trovi risorse - Il Governo deve trovare i soldi per risolvere il problema degli 'esodati'. Lo ha detto il responsabile economia del Pd Stefano Fassina: «Il problema degli 'esodati', i lavoratori e le lavoratrici che, indotti a lasciare il lavoro nella prospettiva della pensione e, a causa del brutale intervento sul sistema pensionistico compiuto a dicembre scorso, rimasti senza stipendio e senza pensione, deve essere risolto. E' una emergenza sociale, come indicato dalla grande manifestazione di Cgil, Cisl e Uil oggi a Roma. Piuttosto che continuare a dare i numeri, è necessario modificare le norme che definiscono l'accesso alla pensione secondo la precedente normativa e rendere disponibile a tal fine le risorse corrispondenti».

Finocchiaro: Esodati sono cittadini, serve equità - Bisogna risolvere il problema degli «esodati», perché si tratta di «cittadini e non di numeri». Lo ha detto la presidente dei senatori Pd Anna Finocchiaro: ««uella degli esodati è una questione importante per questo governo e per le forze politiche che lo sostengono e, se non venisse adeguatamente affrontata e risolta, rischierebbe di diventare una vera sciagura per le tante famiglie che ne verrebbero coinvolte e una grande piaga per il Paese intero».

Diliberto: Riforma iniqua, esodati punta dell'iceberg - «La vicenda degli esodati è la punta dell'iceberg di una riforma delle pensioni ingiusta e iniqua». Lo afferma in una nota Oliviero Diliberto, segretario del Pdci.
«Questo Governo - accusa il dirigente comunista - fino ad oggi se l'è presa solo con i più deboli, siano essi pensionati o lavoratori, nascondendosi dietro al paravento delle possibilità per i giovani. In realtà, come ampiamente dimostrato dai dati, i giovani sono condannati alla precarietà come prima. E tra l'altro - conclude Diliberto - proprio non si capisce perché allungare l'età pensionabile dovrebbe aiutare l'ingresso dei giovani nel mondo del lavoro».