26 ottobre 2020
Aggiornato 19:30
BCE: «Evitare qualunque coercizione sui privati in aiuti alla Grecia»

Grecia: UBS, insolvenza inevitabile ma l'Italia ce la farà

Salvi anche Spagna e Portogallo. Berlino prende tempo sugli aiuti alla Grecia: Prima il rapporto della troika. Papandreou: Il Consiglio UE del 23 ottobre deve fare passi avanti. Ancora scioperi ad Atene, chiusi musei e siti archeologici

ROMA - L'insolvenza dello stato greco è «inevitabile» ed è comunque necessario che i creditori rinuncino al 70% delle loro pretese per poter stabilizzare il bilancio del paese. E' quanto emerge da uno studio degli economisti della banca svizzera Ubs, presentato oggi a Zurigo, secondo cui il rischio di epidemia resta elevato ma l'effetto-domino può comunque essere evitato e tale scenario non farà comunque precipitare nel baratro nè l'Italia nè Spagna e Portogallo.

La Grecia è chiaramente insolvente, contrariamente a tutte le speranze che il mondo politico pone nel salvataggio delle finanze statali elleniche, affermano gli esperti del settore Wealth Management Research di UBS secondo quanto riporta un articolo pubblicato da Swissinfo, il portale della radiotelevisione pubblica elvetica. Il paese - si legge - non potrà più a lungo evitare il fallimento. Che questo scenario possa essere prorogato fino al 2013 attraverso il meccanismo di stabilizzazione europeo è poco probabile; al contrario, è possibile che la bancarotta avvenga già nei prossimi mesi.
Secondo Thomas Wacker, responsabile analisi crediti nell'amministrazione patrimoniale, l'insolvenza della Grecia non farà però precipitare nel baratro anche Portogallo, Italia e Spagna: per evitare questo scenario vi sono infatti a suo avviso sufficiente meccanismi e mezzi a disposizione.

La bancarotta greca avrebbe comunque effetti pesanti. Innanzitutto - segnala ancora Swissinfo citando lo studio - provocherebbe una nuova crisi del credito nel settore finanziario, sostiene l'economista Dirk Faltin; vi sarebbe però ancora la possibilità di sostenere le banche in difficoltà e di mettere a disposizione sufficiente liquidità. Da non sottovalutare sarebbero peraltro gli effetti negativi sull'economia reale, che sfocerebbero in tassi di crescita chiaramente più deboli.

BCE: «Evitare qualunque coercizione sui privati in aiuti alla Grecia» - La partecipazione del settore privato agli sforzi di aiuto alla Grecia va operata esclusivamente su base volontaria, avverte la Bce, che nel suo ultimo bollettino mensile rimarca di aver «fortemente sconsigliato qualsiasi soluzione che comporti elementi di coercizione su questo fronte».

Papandreou: Il Consiglio UE del 23 ottobre deve fare passi avanti - Ora più che mai, con i sistemi anti crisi dell'Unione europea che rischiano di incepparsi sulle diatribe della politica interna di un paese relativamente piccolo dell'area euro, come la Slovacchia, risulta evidente quanto sia importante operare dei cambiamenti sulle regole di governance economica dell'Unione monetaria. Lo ha affermato il premier della Grecia, George Papandreou, mentre oggi il consiglio dei ministri si è riunito per elaborare nuove misure di austerità volte a risanare i conti. Ma con la Grecia che resta coinvolta in una estesa serie di proteste, che anche oggi hanno bloccato la capitale, Papandreou è tornato a guardare anche alla casa comune. E' importante compiere dei passi in avanti sulla governance economica al prossimo Consiglio europeo, il 23 ottobre, ha avvertito.

Berlino prende tempo sugli aiuti alla Grecia: Prima il rapporto della troika - La Germania prende tempo sulla nuova tranche di aiuti a favore della Grecia, per la quale ieri è giunto il via libera della troika dei tecnici di Commissione europea, Bce e Fmi. Ma quello di ieri è stato solo un «comunicato stampa», hanno puntualizzato oggi da Berlino, la decisione dei paesi dell'area euro sul se versare i nuovi fondi dovrà attendere «il rapporto completo» della troika.
«Aspettiamo il rapporto completo - ha detto un portavoce del governo tedesco - lo analizzeremo e in seguito prenderemo una decisione sul versamento della sesta tranche» di aiuti.

Ancora scioperi ad Atene, chiusi musei e siti archeologici - Musei fermi, trasporti paralizzati, tribunali bloccati: la mobilitazione sindacale guadagna terreno in Grecia, in vista di uno sciopero generale del 19 ottobre contro una nuova legge di austerità che il governo vuole far votare prima del vertice del Consiglio europeo del 23 ottobre.
Sulla scia delle iniziative settoriali che da settimane perturbano la vita del paese, il personale del ministero della Cultura ha deciso di chiudere i musei oggi e i siti archeologici domani, inclusa l'Acropoli di Atene. Domani e dopodomani sciopererà invece il personale dei trasporti pubblici della capitale greca, mentre la potente federazione dei marittimi, Pnoe, è intenzionata a fermare i traghetti per le isole nelle giornate di lunedì e martedì. Anche i sindacati del ministero delle Finanze hanno annunciato uno stop di dieci giorni a partire da lunedì. I tribunali resteranno a loro volta paralizzati per cinque giorni a partire da domani per uno sciopero degli avvocati.