24 febbraio 2020
Aggiornato 19:30
Mercati finanziari

La Consob «blocca» le vendite allo scoperto

L'Authority italiana recepisce l'indicazione Esma. Berlino vuole il bando dall'UE, ma Londra dissente. Codacons: «15 giorni son poco»

MILANO - La Consob ha bloccato le vendite allo scoperto a partire dalla seduta di oggi per quindici giorni. E' quanto comunica l'autorità presieduta da Giuseppe Vegas. La Consob si è riunita questa mattina poco prima dell'apertura dei mercati e ha così recepito l'indicazione dell'Esma.
«Ritenuto non più sufficiente, alla luce delle mutate condizioni di mercato, il regime di comunicazione delle posizioni nette corte, adottato lo scorso 10 luglio - comunica la Consob - e considerati i provvedimenti in materia di posizioni nette corte adottati dalle competenti autorità francese, spagnola e belga, la Commissione ha deliberato il divieto di assumere posizioni nette corte ovvero incrementare posizioni nette corte esistenti, anche intraday, in relazione al capitale degli emittenti del settore finanziario».
«Tale divieto si applica a chiunque, persone fisiche o giuridiche e altri soggetti giuridici, sia italiani che esteri. Le disposizioni hanno effetto dal 12 agosto 2011 alle ore 9:00 e resteranno in vigore per 15 giorni».
Il provvedimento di divieto assoluto per 15 giorni sulle vendite allo scoperto di titoli finanziari introdotto oggi dalla Consob riguarda in particolare i titoli di 29 società del comparto bancario e assicurativo. Tra questi, naturalmente, tutti quelli del settore presenti nell'indice Ftse Mib. L'elenco completo è pubblicato sul sito della Commissione.

Berlino vuole il bando dall'UE delle vendite allo scoperto, Londra dissente - Le autorità della Gran Bretagna hanno ribadito di non avere intenzione di imporre a loro volta messe al bando sulle vendite allo scoperto in Borsa. Questo dopo che invece la Germania si è fatta avanti dicendosi a favore di una estensione a tutta l'Europa del divieto che da oggi è scattato in Italia, Francia, Spagna e Belgio, e che le autorità tedesche hanno per parte loro imposto da oltre un anno. Londra non ci pensa proprio: «al momento - ha riferito un portavoce della Financial Services Authority - non studiamo divieti sulle vendite allo scoperto».
Le vendite allo scoperto sono quelle su titoli non in possesso dell'investitore, che materialmente affitta le azioni per venderle, scommettendo su ribassi del prezzo, quindi le ricompra (coprendosi) e, se le cose sono andate come sperava, incassa la differenza di prezzo. Se il divieto di oggi dei quattro paesi europei sovra citati sembra legato alla particolarità del quadro, che negli ultimi giorni ha visto un aggravamento dei crolli delle Borse accompagnati da incontrollate voci di mercato allarmistiche, in Germania sembra invece esserci una ostilità più strutturale a queste pratiche. «Speculazioni distruttive», le bolla oggi il ministero delle Finanze tedesco con un comunicato.

Codacons: «15 giorni sono pochi» - «Era ora! Ma 15 giorni non bastano» E' il commento del Codacons che, esattamente un mese fa, aveva già chiesto questo provvedimento. Per l'associazione di consumatori, infatti, «è indispensabile bloccare chi, giocando in borsa, specula e guadagna allegramente senza neanche doverci mettere i soldi, mettendo a rischio la stabilità finanziaria di un Paese».
«Ma questa misura - spiega il Codacons - che si auspica sia presa a livello mondiale, e non solo per Francia, Italia, Spagna e Belgio, è necessario divenga permanente e non riguardi solo i titoli bancari ed assicurativi. Non si capisce, infatti, perché si debba consentire a qualcuno di poter cedere qualcosa senza nemmeno possederla realmente».
Infine il Codacons chiede che «il Governo, nelle misure anti-crisi, aggiunga una tassazione delle transazioni finanziarie, come era stato originariamente previsto nella prima versione della manovra e poi misteriosamente scomparso a favore di un ben più ingiusto aumento del bollo sul dossier titoli, che colpisce indiscriminatamente risparmiatori e speculatori. Il risparmiatore medio italiano, infatti, fa pochissime transazioni in vita sua, a differenza degli speculatori che ogni giorno vendono e comprano per guadagnare sulle differenze di prezzo».