17 gennaio 2022
Aggiornato 21:00
Crisi economica

Borse europee in rialzo nonostante le pressioni sul Portogallo

Anche l'euro è stabile. Tensioni su bond del paese iberico dopo la crisi di governo

ROMA - Avvio di seduta apparentemente tranquillo delle Borse europee, e con l'euro in stabilizzazione nonostante a Bruxelles il vertice dei leader si stia aprendo con le attese e temute dimissioni del governo del Portogallo. L'esecutivo si è incagliato sull'ultimo pacchetto di dure misure di austerità, volte a cementare il percorso di risanamento dei conti pubblici, erano state molto apprezzate dalle autorità europee, ma non dall'opposizione portoghese che ieri in una cruciale seduta parlamentare a Lisbona ha votato mozioni contrarie ai piani di aggiustamento. Come preavvertito il governo socialista del premier Jose Socrates si è dimesso, e nei giorni scorsi lo stesso esecutivo aveva preavvertito che in una scenario simile il paese avrebbe potuto esser costretto a chiedere aiuti esterni, come avvenuto con Grecia e Irlanda.

TENSIONE SUI BOND - Già nelle passate sedute questo quadro aveva riacceso gli allarmismi sui rischi di debito in diversi paesi dell'area euro. Ieri questo aveva creato pressioni sui titoli di Stato del Portogallo ma anche dell'Irlanda, evidenziate da aumenti dei rendimenti che si erano accompagnati da un indebolimento dell'euro. Ma oggi a metà mattina la valuta dell'Ue a 17 risale la china a 1,41 dollari. Con l'eccezione di Parigi, al meno 0,17 per cento, le Borse si sono orientate a lievi rialzi, Milano con un più 0,33 per cento, Londra più 0,21 per cento, Francoforte più 0,14 per cento.

CRISI DI GOVERNO - Restano però sotto pressione i bond del Portogallo, i cui rendimenti - che si muovono nella direzione opposta al prezzo e sono una cartina di tornasole della percezione di rischio dei mercati sul paese - hanno raggiunto oggi il 7,9 per cento nella scadenza a 10 anni, dal 7,4 per cento di ieri. Il premier Socrates dovrebbe restare in carica almeno fino a domani, partecipando così al vertice europeo. Intanto da quanto lasciato trapelare ieri da fonti diplomatiche, a Bruxelles si profila un rinvio di tre mesi sulla non poco rilevante questione di come finanziare il rafforzamento già deciso sui meccanismi europei anti crisi. E a non aiutare a rasserenare gli animi ci si è messa anche una agenzia di rating, Moody's che oggi ha annunciato di aver declassato le valutazioni su 30 banche della Spagna, dopo aver abbassato il 10 marzo scorso il rating sul paese.