17 novembre 2019
Aggiornato 10:30
Prezzo del latte

«L’accordo della Lombardia non è un buon modello per il Piemonte»

Confagricoltura: «Il prezzo concordato in Lombardia non tiene conto in modo obiettivo dell’andamento di mercato»

TORINO - L’accordo sul prezzo del latte alla stalla sottoscritto in Lombardia da alcune organizzazioni agricole con Italatte s.p.a. l’11 febbraio scorso, senza la firma di Confagricoltura, non può essere considerato di riferimento per la realtà piemontese.

«Il prezzo concordato in Lombardia – commenta il presidente della Sezione Latte di Confagricoltura Piemonte, Pierangelo Cumino – non tiene conto in modo obiettivo dell’andamento di mercato, né delle prospettive produttive e commerciali dei prossimi mesi».
Confagricoltura fa rilevare che il prezzo medio stabilito in Lombardia, sui 9 mesi di vigenza dell’accordo, è inferiore ai 40 centesimi al litro, mentre già oggi il prezzo del latte spot va da 39,5 a 41,5 centesimi al litro. I prezzi del latte, della polvere di latte, del burro e dei formaggi stagionati, a livello europeo e internazionale, sono inoltre in tensione e le proiezioni per prossimi mesi indicano un ulteriore incremento della domanda di materia prima.
«Con senso di responsabilità, a tutela degli allevatori che rappresentiamo, riteniamo che l’accordo della Lombardia possa essere migliorato. Per noi – spiega Cumino – resta valido il progetto di giungere a un’intesa che abbia come base il modello di indicizzazione del prezzo già adottato dall’Inalpi di Moretta, in grado di rispondere meglio alla volatilità dei mercati, tutelando gli allevatori e consentendo alle imprese di trasformazione di programmare con serenità le produzioni e gli accordi commerciali».