11 dicembre 2019
Aggiornato 08:30
Banche

Mussari: non vedo alternative alle Fondazioni bancarie

Il Presidente dell'ABI: «Secondo me non esiste alternativa. Dicano con chi sostituirle. Su fondo esuberi no al pugno di ferro con sindacati»

GUBBIO - Le fondazioni di origine bancaria sono azionisti stabili per gli istituti di credito e sostituirle sarebbe un'impresa difficile, e al momento forse impossibile. Lo sostiene il presidente dell'Abi, Giuseppe Mussari, secondo cui «le fondazioni sono azionisti di lungo periodo, hanno fatto il loro dovere coerentemente e hanno attraversato la crisi senza battere ciglio».
«Sostituirle? - ha detto Mussari in un seminario sulle banche a Gubbio - Partiamo dal dire con chi e poi ragioniamo di come. Secondo me non esiste alternativa, ma chi pone la questione deve dire con chi e poi si può ragionare». Le fondazioni, in ogni caso, «sono soggetti privati normali».

FONDO ESUBERI - L'Abi non ha intenzione di usare il pugno di ferro con i sindacati nella vicenda del fondo di solidarietà del settore creditizio. Lo ha assicurato il presidente Giuseppe Mussari, spiegando che «noi abbiamo fatto una proposta per renderlo compatibile con i tempi, ma al momento non è stata accettata dai sindacati. Non è tempo di pugni di ferro ma di strette di mano. Questo - ha sottolineato - è un momento di responsabilità, e in caso di filosofi, non certo di pugili».
Lo scioglimento del fondo esuberi proposto dall'associazione bancaria, ha aggiunto Mussari in un seminario sulle banche a Gubbio, «nell'immediato non comporta nulla, ci sono tempi adeguati. L'auspicio è che nel frattempo si trovino equilibri più avanzati per individuare strumenti più compatibili».

LAVORO - L'Abi sostiene la diffusione del salario di produttività, che va detassato, ma non è favorevole alla cogestione aziendale o alla partecipazione dei lavoratori agli utili. Lo ha spiegato il presidente Giuseppe Mussari, sottolineando che «non pensiamo alla distribuzione di utili, ma una parte del salario deve essere legata a una maggiore produttività e defiscalizzata oltre il tetto dei 40mila euro». «Per raggiungere questi obiettivi - ha aggiunto Mussari in un seminario sulle banche a Gubbio - serve condivisione, che non significa cogestire l'azienda ma più partecipazione alla vita aziendale. Non è uno schema 'o cogestione o stiamo separati', nel mezzo c'è un mare magnum».

RICICLAGGIO - Nel 2010 c'è un aumento «significativo» delle segnalazioni di operazioni sospette nella lotta al riciclaggio di denaro sporco. Lo ha sottolineato il presidente dell'Abi, Giuseppe Mussari, secondo cui «nell'ultimo periodo, nei primi nove mesi dell'anno, abbiamo notato un aumento significativo delle segnalazioni di operazioni sospette. Parlo per Mps, ma credo valga per l'intero settore». Per contrastare il riciclaggio, ha spiegato Mussari in un seminario sulle banche a Gubbio, il sistema Gianos «segnala in maniera automatica le operazioni sospette». Gli istituti di credito, inoltre, «sono tenuti a segnalare le operazioni sospette 'al quadrato', e se non lo fanno ci sono rischi amministrativi e a volte penali».