28 maggio 2020
Aggiornato 20:00
Trambusto sui mercati europei

Moody's paventa declassamento Spagna, le borse europee di nuovo giù

Madrid apre con uno scivolone, poi modera in parte le perdite al -2%. Tiene le posizioni invece l'euro, stamattina in prossimità di quota 1,23 dollari

MILANO - Le agenzie di rating tornano a creare trambusto sui mercati europei, oggi è stata Moody's, che ha messo sotto osservazione la Spagna ventilando possibili declassamenti: ll paese iberico rischia di perdere il prestigioso rating tripla A. Tornano a calare stamattina tutte le maggiori Borse europee, con flessioni nette anche se non drammatiche. Dopo un iniziale scivolone in apertura, meno 3 per cento, la stessa Madrid mitiga le perdite con il passare delle ore, a tarda mattina si attesta al meno 2,01 per cento. Nel frattempo Milano segna un meno 1,86 per cento, Londra meno 1,25 per cento, Parigi meno 2,05 per cento, Francoforte meno 1,14 per cento. Tiene le posizioni invece l'euro, stamattina in prossimità di quota 1,23 dollari. In precedenza le Borse dell'Asia hanno a loro vlta subito ribassi, meno 2,04 per cento a Tokyo e meno 1,02 per cento alla cinese Shanghai.

Intanto l'inziativa di Moody's riporta sotto la lente le modalità operative delle agenzie di rating, che da settimane sono oggetto di critiche in Europa per la loro presunta tendenza a accentuare le fasi di tensione delle Borse sparando comunicazioni con implicazioni deprimenti nelle fasi di volatilità. Curiosamente nello stesso settore si assiste a una sorta di 'lotta fratricida': secondo quanto riporta Cnbc ieri Standard & Poor's, un'altra agenzia di rating ha avvertito che potrebbe declassare Moody's, perché le nuove normative che si profilano sul settore finanziario potrebbero erodere la redditività delle agenzie. Indirettamente S&P si assesta la zappa sui piedi: secondo Cnbc queste valutazioni hanno ripercussioni potenzialmente negative per essa stessa.

Tornando alla Spagna, Moody's ha giustificato la messa sotto osservazione per possibile declassamento di due gradini del rating con il deterioramento delle prospettive di breve e lungo termine del paese. Ma sui mercati in questi giorni sono anche altri i fattori di fondo a favorire la debolezza: questa settimana sono giunti dati deludenti sull'andamento dell'attività delle imprese nella gigantesca Cina, mentre negli Usa sono stati rivisti al ribasso i dati sulla fiducia dei consumatori. Sviluppi che potenzialmente possono presagire a indebolimenti della ripresa globale. Oggi dagli Usa sono attesi dati sulle richieste di sussidi di disoccupazione, sull'andamento del manifatturiero e sulle costruzione, ma soprattutto sarà domani una giornata di dati pesanti: quelli sul generale andamento del mercato del lavoro a giugno.

Come se non bastasse, nei giorni scorsi alcuni osservatori avevano sollevato nuovi allarmismi sull'area euro a causa della scadenza di un maxi finanziamento eccezionale fatto un anno fa dalla Banca centrale europea alle banche commerciali. L'istituzione ha messo in piedi diverse operazioni con cui conta di assicurare una «transizione ordinata» su questo versante - come riferito ieri dal presidente Jean-Claude Trichet durante un seminario ospitato a Roma dalla Banca d'Italia - e ieri i risultati di un'asta si finanziamenti a tre mesi, su cui le richieste si sono rivelate inferiori a quanto atteso da alcuni, hanno dato un certo conforto.

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