Benzina, i conti continuano a non tornare
Federconsumatori: «A quando l’applicazione delle misure del protocollo?»
ROMA - «Anche oggi, alla luce dei nuovi rialzi della benzina, si configura uno scenario che potremmo definire speculativo.» – dichiarano Rosario Trefiletti ed Elio Lannutti.
Ancora una volta, riportiamo alcuni esempi per dimostrare chiaramente, con dati ufficiali del Ministero dello sviluppo economico, tale situazione.
La benzina era venduta intorno a 1,42 Euro al litro verso fine settembre 2008. In quel periodo, però, il petrolio si attestava a circa 100 Dollari al barile ed il cambio Euro-Dollaro si quotava a 1,41.
Oggi invece il petrolio si attesta a 76 Dollari al barile.
Pur ricalcolando tale costo in base al livello attuale del cambio Euro-Dollaro, questo si attesterebbe a 86 Dollari al barile.
Guardando questi dati, la domanda sorge spontanea: come mai, oggi, quando il petrolio è quotato a 76 Dollari al barile (che ricalcolato, lo ripetiamo, in base al cambio, equivarrebbe a 86 Dollari al barile) la benzina è venduta allo stesso prezzo di quando il costo del petrolio si attestava a 100 Dollari al barile?
Evidentemente qualcosa non torna.
Per questo torniamo a denunciare che, a causa di tale situazione, gli automobilisti continuano a pagare 7-8 centesimi di troppo al litro, che comportano, tra costi diretti ed indiretti, ricadute di ben 176 Euro annui per ogni automobilista.
Cosa si aspetta, quindi, ad applicare le misure sottoscritte nel protocollo con i petrolieri?
Quanto devono aspettare ancora gli automobilisti per tornare a pagare dei prezzi «giusti» sui carburanti?
Al Governo ed ai petrolieri chiediamo risposte concrete su questo fronte, per questo la nostra parola d’ordine rimane «accelerare, accelerare, accelerare».
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